Lo spirito di Davos passa a New York
Il World Economic Forum, nella sua edizione di New York, prende forma. La sicurezza e la partecipazione delle NGO sono al centro dei preparativi.
Il futuro del mondo dopo gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti sarà il piatto forte delle discussioni al prossimo World Economic Forum (WEF), che si terrà dal 29 gennaio al 4 febbraio 2002 a New York con 3 000 partecipanti.
«Quel giorno il mondo è veramente cambiato», ha detto oggi Klaus Schwab, presidente e fondatore del WEF, durante una conferenza stampa svoltasi a Cologny (GE): «Davos a New York ne sarà la prova». I congressisti tenteranno di determinare «le qualità di leader in questi tempi di incertezza» ma anche «i valori comuni per costruire il futuro».
Al centro dei colloqui del WEF anche i temi della sicurezza e della pace per tutti, del dialogo fra le culture per meglio vivere insieme nonostante le differenze, del fossato fra i ricchi e i poveri. I partecipanti si interesseranno inoltre del rilancio economico e del nuovo modo di dirigere e governare.
«Davos a New York» intende essere la miglior risposta a quanto accaduto l’11 settembre, ha continuato Schwab. Il Forum è stato trasferito da Davos a New York per un anno, per solidarietà, ha ricordato.
«C’è un sentimento globale che domina: quello dell’adesione di tutti contro il terrorismo». Il tema della sicurezza sarà d’altronde al centro dell’organizzazione della prossima edizione del WEF. I 600 giornalisti attesi l’anno prossimo lavoreranno all’Hotel Hilton, vicino al Waldorf Astoria, dove si svolgerà il Forum.
Dopo la decisione di trasferire il Forum a New York abbiamo registrato poche rinunce, ha affermato Schwab, sottolineando che le nuove iscrizioni sono al contrario aumentate: «Molti dei partecipanti di New York non sarebbero andati a Davos».
Tuttavia, per evitare di soffocare nel gran numero di congressi che si svolgono nella Grande Mela, il WEF tenterà di «essere veramente una riunione internazionale e non americana. New York sarà l’occasione per altri punti di vista di esprimersi».
Una quarantina di organizzazioni non governative (ONG) sono invitate. «I tragici fatti dell’11 settembre hanno mostrato più che mai l’importanza di una piattaforma di scambi comune ai governi, alle società, alle organizzazioni internazionali, agli universitari e ai media», ha detto il fondatore del WEF.
La Fondazione World Economic Forum, con sede a Cologny (GE), dispone di 160 collaboratori di 30 nazionalità diverse. Il Forum rappresenta un terzo della sua attività e un quarto dei suoi ricavi.
swissinfo e agenzie
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