Maturità bilingue con il vento in poppa in Svizzera. In Ticino si sperimenta
In futuro in Svizzera la maturità sarà sempre più spesso bilingue. Già oggi, trenta dei 160 licei elvetici propongono l'insegnamento di una o più materie in una lingua nazionale diversa da quella locale o in inglese. Il Ticino sperimenta presso la scuola di cantonale di commercio a Bellinzona.
Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano romando «Le Temps» evidenzia come questa possibilità formativa sia diffusa e suggerisce che la maturità bilingue potrebbe costituire l’impulso che permetterà di sbrogliare l’intricata matassa della politica linguistica svizzera. L’acquisizione del «bilinguismo» al livello medio superiore influenzerebbe evidentemente anche l’insegnamento delle lingue nel secondario e alle elementari.
L’idea non è recentissima – risale al 1993 – ma la concretizzazione appare ora vicina, visto che i cantoni svizzero tedeschi sembrano volerla attuare nel quadro della riforma
della maturità, annota «Le Temps». Attualmente Grigioni, Lucerna e Argovia stanno sperimentando mentre Basilea Campagna e Zurigo pianificano.
«L’ordinanza federale sulla nuova maturità, che i cantoni sono tenuti a tradurre in pratica entro l’anno scolastico 2002/2003 – dice all’ats Renato Vago, direttore dell’Ufficio dell’insegnamento medio superiore del Cantone Ticino – prevede in effetti la possibilità dell’insegnamento bilingue».
I cantoni romandi – ad eccezione di Ginevra che è assai reticente – sono stati pionieri. Friburgo e Vallese, che hanno tratto profitto dal bilinguismo locale, offrono la maturità bilingue in tutte le sedi di liceo. Unicum in Romandia, Neuchâtel propone, in un liceo del capoluogo, oltre all’insegnamento francese- tedesco quello francese-inglese. Vaud e Giura lavorano su progetti che dovrebbero presto essere omologati.
Questo «avanguardismo» romando si spiega facilmente, dice Pierre Taramarcaz dell’Ufficio federale dell’educazione e della scienza (UFES): «questi cantoni hanno molte strutture comuni, curano gli scambi e i loro contatti sfociano in iniziative interessanti.»
La Confederazione voleva limitare l’iniziativa alle sole lingue nazionali ma, su richiesta dei cantoni, ha pure concesso l’inglese: Lucerna, Zurigo, Basilea Campagna e Neuchâtel hanno allora colto la palla al balzo. L’introduzione della maturità bilingue è avvenuta in modo pragmatico: sotto la «pressione» dell’opinione pubblica i cantoni hanno rapidamente censito i docenti in grado di insegnare in una lingua straniera e hanno constatato che il personale conosceva meglio l’inglese.
L’esperimento ticinese riguarda, per il momento, unicamente la Scuola cantonale di commercio a Bellinzona (SCC). Dal 1997/98 la SCC propone in via sperimentale un insegnamento per immersione. Una classe del terzo e una del quarto anno seguono rispettivamente tre e quattro materie in francese, per complessive otto ore settimanali la prima e undici la seconda. Renato Vago spiega che anche in Ticino sono state le competenze linguistiche degli insegnanti a determinare le scelte della SCC. Partecipano all’esperimento solo allievi «selezionati» in funzione dei risultati scolastici.
swissinfo e agenzie
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