Morto David de Pury
L'ex copresidente di ABB è deceduto martedì a Zurigo all'età di 57 anni. Dopo una brillante carriera nella diplomazia elvetica era entrato nell'economia privata, assumendo diversi mandati presso le più importanti società svizzere.
Ricoverato in un ospedale di Zurigo in seguito ad un cancro e operato una decina di giorni fa, David de Pury è morto improvvisamente martedì sera. La notizia è stata confermata da un portavoce dell’agenzia di consulenza De Pury, Pictet, Turrettini & Co, fondata dall’ex-diplomatico nel 1996.
David de Pury aveva iniziato la sua carriera come avvocato, prima di entrare nel Dipartimento federale degli affari esteri e poi in quello dell’economia, dove aveva assunto tra l’altro l’incarico di delegato del Consiglio federale per gli accordi commerciali. In tale ambito aveva messo in mostra le sue doti di negoziatore soprattutto in qualità di capo della delegazione svizzera alle trattative del Gatt nel 1986.
Dopo 21 anni al servizio della Confederazione, decise di passare all’economia privata, attirando subito l’interesse di numerose aziende. Nel 1992 venne nominato copresidente dell’ABB, assieme allo svedese Peter Wallenberg. Estromesso dalla presidenza in seguito ad un’importante ristrutturazione, nel 1986 preferì abbandonare il gruppo svizzero-svedese in piena espansione.
Sempre nello stesso anno de Pury lasciò anche i mandati detenuti nei consigli di amministrazione delle società CS Holding e Ciba, creando una sua società di consulenza nel settore degli investimenti e della gestione patrimoniale, con sede a Zurigo e Ginevra. Oltre alla presidenza del consiglio di amminstrazione del quotidiano Le Temps, era ancora membro di diverse altre società svizzere e straniere, tra cui Nestlé, Zurigo Assicurazioni e Electrowatt.
Considerato uno dei più dotati dirigenti aziendali svizzeri e uno dei più attivi membri del Vorort, de Pury si era attirato molte critiche nel 1995 in seguito alla pubblicazione del suo “libro bianco” sull’economia, in cui proponeva la deregolamentazione e la liberalizzazione del mercato svizzero. Per i suoi detrattori, voleva smantellare lo stato sociale in un periodo di difficoltà economiche e di aumento della disoccupazione.
La notizia della morte di de Pury ha sollevato reazioni di cordoglio negli ambienti politici ed economici svizzeri. Secondo l’ex-segretario di stato, Edouard Brunner, de Pury è stato uno dei pochi dirigenti economici dotati di una sensibilità sociale. Per Guido Schommer, segretario generale del PRL, la Svizzera ha perso un convinto europeista e un’importante persona di contatto tra la diplomazia e l’economia. Anche Vasco Pedrina, presidente del SEI ha reso omaggio alla figura dello scomparso, considerato un avversario politico leale e sensibile, anche se difendeva posizioni contrapposte.
swissinfo e agenzie
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