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Nessuna nuova Comco nella revisione della legge sui cartelli

In futuro la Commissione della concorrenza (Comco) dovrebbe poter prendere sanzioni dirette contro i cartelli «duri». Per contro, vista la forte opposizione, il Consiglio federale ha rinunciato a escludere gli ambienti economici da questa istanza.

Alla luce dei controversi risultati della procedura di consultazione, il governo ha chiesto mercoledì al Dipartimento federale dell’economia di rivedere il progetto di revisione della legge sui cartelli. Se la maggior parte dei cantoni ne approva il principio, i partiti e varie organizzazioni hanno espresso scetticismo, per non dire opposizione.

Il Consiglio federale ha dunque abbandonato l’idea di una nuova composizione della Comco. La sua proposta di ridurne gli effettivi a sette membri indipendenti ha provocato un’alzata di scudi. La commissione continuerà ad annoverare nove esperti indipendenti e cinque rappresentanti degli ambienti interessati. Nonostante i dubbi di certi partecipanti alla consultazione, il governo non vuole rinunciare ad autorizzare la Comco ad applicare sanzioni dirette. Mentre in Europa e negli Stati Uniti si tratta di una pratica corrente, la commissione svizzera deve attendere la recidiva prima di poter intervenire.

Il nuovo sistema interessa, in particolare, i cartelli rigidi (per esempio, accordi sulla fissazione diretta o indiretta dei prezzi o accordi di ripartizione regionale dei mercati) e gli abusi di una posizione dominante.

Nel suo nuovo progetto, il Dipartimento di Pascal Couchepin potrà anche mantenere l’idea di un regime di bonus, anche se dovrà esaminare varianti. L’avanprogetto prevedeva che le imprese che annunciano anticipatamente alla Comco una violazione della legge sui cartelli non verrebbero sanzionate. Infine, il Consiglio federale ha deciso di mantenere l’abolizione dei valori limite speciali concernenti le fusioni nel campo dei media. La maggior parte degli ambienti consultati non si è pronunciata su questo tema, mentre gli altri l’hanno più o meno approvata.

Attualmente la legge sui cartelli esige che le concentrazioni nel settore dei media debbano essere annunciate se le imprese interessate hanno una cifra d’affari annua superiore ai 5 milioni di franchi. Per il resto dell’economia, l’obbligo di notificare una concentrazione interviene soltanto quando la cifra d’affari supera i 100 milioni di franchi.

swissinfo e agenzie

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