New York: Joseph Deiss all’ONU
Colpito dalla notizia del crash aereo a New York, Deiss ha comunque continuato il suo lavoro all'ONU, ponendo la Svizzera in prima linea per il disarmo nucleare.
Dopo attimi di massimo allarme per lo schianto dell’aereo, la situazione è tornata “normale” nel perimetro del Palazzo di vetro. Il trattato sul disarmo nucleare è stato al centro degli sforzi del ministro degli esteri Joseph Deiss.
La tensione, già alta nella zona attorno alla sede delle Nazioni Unite, ha registrato un’improvvisa impennata alla notizia dello schianto del velivolo e tutta la zona è stata sbarrata e resa ancor più inaccessibile. Dentro gli edifici del Palazzo di vetro, sono subito entrati in funzione gli altoparlanti per informare dell’accaduto. I responsabili della sicurezza sembravano preparati a un evento del genere e il tono delle informazioni era pacato e si voleva rassicurante.
Incidente o attentato?
Il ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss ha saputo dell’accaduto mentre si spostava all’interno del Palazzo di vetro, dopo avere tenuto un discorso nell’ambito dei lavori per il trattato di messa al bando degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear-Test -Ban Treaty CNTB).
“La prima reazione, ci ha detto Deiss, è stata di chiedermi se si trattava di un attentato o di un incidente. Poi mi sono chiesto se questo avvenimento poteva modificare l’attività delle delegazioni qui all’ONU.” Più in generale, il ministro degli esteri pensa che le misure di sicurezza prese siano importanti e impressionanti, ma non eccessivamente diverse da quelle già introdotte, ad esempio, l’anno scorso. Deiss non ha comunque l’impressione che queste misure ostacolino il lavoro dei partecipanti a questa 56esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La Svizzera si impegna per il disarmo nucleare
La Svizzera ha ratificato la CNTB nel 1999 e figura tra i 44 paesi che hanno un’attività nucleare importante, pur limitandosi agli aspetti civili. Affinché il trattato possa entrare in vigore, tutti questi 44 paesi devono ratificarlo; oggi ne mancano ancora 11. Lo scopo della conferenza è proprio quello di spingere questi paesi ancora mancanti all’appello a fare il passo della ratifica.
In totale, oggi, 84 paesi hanno ratificato la convenzione. Deiss rileva “una tendenza positiva”. Dall’ultima conferenza, svoltasi nel 1999, si sono registrate 33 nuove ratifiche. Il ministro degli esteri svizzero è comunque anche cosciente delle grandi difficoltà ancora da superare, quando si pensa che gli Stati Uniti, prima potenza nucleare, sono più che reticenti di fronte a un divieto degli esperimenti.
Grande reticenza anche da parte di altre due potenze nucleari dalle relazioni storicamente burrascose come India e Pakistan. Questi due paesi hanno accettato una moratoria e per il momento non intendono condurre esperimenti nucleari. “La Svizzera, aggiunge Deiss, è però fermamente convinta che i meccanismi multilaterali e i trattati debbano continuare a svolgere un ruolo centrale nel controllo degli armamenti e nel disarmo. Le decisioni unilaterali in favore di una moratoria possono costituire soltanto una soluzione transitoria.”
Mariano Masserini, New York
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