No ai brevetti sugli esseri viventi
Una trentina di organizzazioni e di associazioni ecologiste, di contadini, di ricercatori e di consumatori si sono unite per opporsi ai brevetti su persone, animali e piante.
Secondo la coalizione, il progetto di revisione della legge favorisce gli interessi dell’industria e dimentica gli aspetti etici e sociali.
“I brevetti sono un sistema di protezione adatto per macchine e sostanze chimiche, ma non per invenzioni nell’ambito biologico. Queste richiedono invece una protezione idonea che rispetti i limiti socioeconomici, etici e politici”.
Questa posizione è sostenuta da 35 organizzazioni, che lunedì a Berna hanno approvato una dichiarazione intitolata “Contro i brevetti sugli esseri viventi – per una vera legge sui brevetti”.
Il testo chiede che piante, animali ed il corpo umano non possano essere brevettati.
Secondo la coalizione, che raggruppa associazioni ecologiste, di contadini, di consumatori, di medici, di ricercatori, come pure opere assistenziali, la nuova legge sui brevetti, in consultazione fino a fine ottobre, avvantaggia troppo l’industria a scapito degli aspetti etici e sociali.
La materia vivente è di tutti
Durante la conferenza stampa è stata sottolineata la necessità di distinguere tra scoperte e invenzioni propriamente dette.
I geni e le risorse genetiche possono essere scoperti ma non inventati, poiché esistono già in natura. Fanno dunque parte del patrimonio dell’umanità e devono essere accessibili a tutti.
Estendere il campo regolamentato dei brevetti agli esseri viventi significa creare “monopoli ingiustificati”, rileva François Meienberg della Dichiarazione di Berna.
Suzanne Braga, specialista di medicina genetica, si dice preoccupata dell’effetto perverso sull’incoraggiamento della ricerca.
Le malattie molto rare – che riguardano circa l’1% della popolazione – potrebbero farne le spese, poiché lo sviluppo di eventuali farmaci o terapie non sarebbe interessante da un punto di vista commerciale.
“La corsa ai brevetti nel campo della biotecnologia è responsabile del numero crescente di animali di laboratorio e delle sofferenze che ne conseguono”, indica invece Norma Schenkel della Protezione animali svizzera.
Protezione a catena
Il rappresentante di Greenpeace Bruno Heinzer teme dal canto suo che un brevetto, per esempio per un certo tipo di grano, apra la porta ad una protezione illimitata, che include anche i derivati: la farina prodotta a partire da questo grano, la pasta fabbricata con questa farina, le derrate alimentari prodotti con questa pasta e così via.
Si rischia così di minacciare i diversi attori della catena e di rafforzare la loro dipendenza verso il detentore del brevetto.
Per non parlare delle conseguenze negative sul portamonete dei consumatori. I brevetti tendono a far rincarare i prezzi di medicinali e di altri beni.
“Il disegno di legge è inoltre troppo timido per quanto riguarda le importazioni parallele. Il nuovo testo rafforzerà ancora più la posizione della Svizzera quale isola dei prezzi elevati”, deplora Jacqueline Bachmann della Fondazione per la protezione dei consumatori.
Favorita l’industria
Per gli oppositori, il progetto di revisione del Consiglio federale favorisce dunque unilateralmente gli interessi delle imprese, in primo luogo quelle dell’emisfero Nord.
Una nuova legge – afferma la coalizione – è certo necessaria, ma dovrebbe definire confini chiari ed essere oggetto di una discussione di fondo.
Va pure migliorato il coordinamento con altri decreti, in particolare quelli sulle cellule staminali, in votazione il prossimo 28 novembre.
Economia e settore farmaceutico contrari
Interpharma si mostra anch’essa critica, ma per ragioni opposte.
In un seminario tenutosi in luglio, l’associazione svizzera dell’industria farmaceutica aveva in particolare denunciato lacune nella protezione delle invenzioni, come pure le restrizioni di licenza nel campo della biotecnologia.
Florianne Koechlin, collaboratrice dell’Istituto biennese Blauen, stima che “il brevetto sui geni va nel senso degli interessi dell’industria, ma si scontra spesso agli interessi dei ricercatori”.
“Numerosi settori della ricerca sono frenati, se non addirittura bloccati, dal numero crescente di domande di brevetto”, aggiunge Koechlin.
Anche la Federazione delle imprese svizzere economisuisse giudica queste restrizioni inaccettabili.
Procedura corretta
Il Consiglio federale crede invece che la nuova proposta tenga conto dell’etica, dell’economia e della ricerca.
Secondo il governo, il testo prevede infatti che si possa applicare una procedura di opposizione poco costosa, che una sequenza di geni sia limitata al solo scopo dell’invenzione, che le estensioni siano escluse e che la domanda di brevetto menzioni la fonte delle sequenze genetiche sulle quali si basa l’invenzione.
swissinfo e agenzie
La coalizione “Contro i brevetti sugli esseri viventi – per una vera legge sui brevetti” è costituita da 35 organizzazioni.
Tra queste figurano il WWF Svizzera, Greepeace, Pro Natura, Uniterre, Bio Suisse, Swissaid e la Dichiarazione di Berna.
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