Non ancora debellato l’inquinamento del lago di Lugano
Trent'anni di interventi per combattere l'inquinamento del lago di Lugano. Se la situazione negli ultimi tempi è sensibilmente migliorata, resta però ancora molto da fare per riportare in condizioni ottimali le acque del Ceresio. A causare i problemi maggiori sono sempre alcuni comuni della sponda italiana che non dispongono d'impianti di depurazione.
Per contenere i fattori inquinanti e risanare il lago, la Confederazione ha speso sinora circa 700 milioni di franchi, ma l'”Operazione acque pulite” continua senza sosta. Difatti anche sul versante ticinese la concentrazione di fosforo non è scesa sino ai livelli fissati dalla Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere. E per i prossimi tre, quattro anni sono stati pianificati nuovi lavori.
Nelle profondità del Ceresio si registra tutt’ora una mancanza di ossigeno che impedisce la riproduzione di alcune specie di pesci, come la trota e il salmerino, con grave danno per la pesca ed il turismo. Il fosforo che si accumula raggiunge spesso anche gli strati superficiali delle acque, provocando una crescita incontrollata di microscopiche alghe. Grazie al fatto che oggi in Ticino il 90 percento delle abitazioni che si affacciano sul lago sono allacciate ad un depuratore, la concentrazione di fosforo si è ridotta da 130 milligrammi per metro cubo a 60. Ora l’obiettivo è dimezzare questo valore.
Un obiettivo raggiungibile, però, solo con radicali interventi sulle rive italiane del Ceresio. Il piano di risanamento programmato nell’ambito della Comunità di lavoro della Regio insubrica, prevede l’uso di depuratori per i Comuni che più contribuiscono ad inquinare le acque e il potenziamento degli impianti di depurazione di Mendrisio e Pian di Scairolo.
Tra non molto sarà messo in funzione un depuratore nella Valceresio, mentre alcuni centri come Campione, Brusino Arsizio, Gandria, Caprino e Pugerna verranno allacciati agli impianti già esistenti. Attivata la depurazione, anche alle acque italiane, dopo anni di divieti (per cui dovrebbe essere riconosciuto il permesso di balneabilità) e soprattutto si eliminerà una delle maggiori fonti d’inquinamento per tutto il lago.
Libero D’Agostino
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