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Non di sola neve la stagione invernale svizzera

Non sarà l'effetto serra a far scomparire entro breve questo scenario Schweiz Tourismus

Iniziata col botto, la stagione più vivace dell'arco alpino è stata preceduta dall'allarme "effetto serra". Si rischia veramente la scomparsa della neve dalle piste? Le località turistiche non ci stanno, mentre gli esperti meteo puntualizzano.

Il ponte dell’Immacolata, lo scorso fine settimana, ha dato il via alla corsa in massa verso gli impianti di sci svizzeri: in tre giorni, ad esempio, la stazione ticinese di Airolo-Pesciüm ha accolto circa 4000 turisti. La neve ad alta quota c’è, ed è tanta: comprensibile dunque l’irritazione di responsabili e coordinatori dei diversi enti turistici, confrontati in questi giorni ad alcuni articoli sostanzialmente allarmistici sul probabile futuro nero di quelle piste ad alta quota che sono, e probabilmente resteranno, più che bianche.

Swissinfo ha testato il polso a tre stazioni invernali svizzere – St.Moritz in Engadina; Verbier in Vallese; San Bernardino, nei Grigioni di lingua italiana – facendo inoltre il punto alla situazione “effetto serra” assieme agli esperti meteo dell’osservatorio di Locarno Monti. La parola d’ordine è “non generalizzare”. Lo hanno coralmente dichiarato Claudio Duschletta, responsabile delle pubbliche relazioni dell’ente turistico St.Moritz; Samia Tognola, coordinatrice dell’ente turistico San Bernardino; Patrick Mésséiet, direttore del turismo di Verbier-Bagne e il meteorologo Fosco Spinedi, dell’osservatorio di Locarno-Monti.

Se si resta nel campo dell’allarme mancanza neve a causa dell’effetto serra, Fosco Spinedi ha puntualizzato che il surriscaldamento climatico porta maggiori precipitazioni. Nevose in alta quota, piovose in bassa quota. Non sono quindi molto attendibili le sibille che annunciano, sull’arco dei prossimi anni, il declino degli impianti di sci svizzeri a causa dell’effetto serra. Tutti e quattro gli interlocutori concordano comunque sul fatto che è difficile pronunciarsi adesso su lunga scala. “I problemi potrebbero esserci per quanto riguarda un maggiore rischio valanghe, dovuto all’aumento della neve in alta quota, dice Locarno-Monti, ma questo esula dal discorso sul futuro delle stazioni invernali.” Alcuni problemi potrebbero sorgere per quelle società che, basandosi sull’abbondanza delle precipitazioni nevose negli anni ottanta, hanno investito in strutture sciistiche a quote relativamente basse, vedi Tamaro e Monte Lema in Ticino.

“Di neve ne abbiamo tanta, così come le prenotazioni”, afferma Samia Tognola da San Bernardino, destinazione invernale ed estiva dallo charme italiano e località fiera della sua dimensione intima, a misura d’uomo. Qui le piste vanno dai 1626 metri ai 2523. Alla domanda se non si sentisse un pò in zona rischio, la signora Tognola ammette che San Bernardino, più “piccolo” rispetto a St.Moritz e Verbier, sta già investendo per ampliare l’offerta attuale, dotandosi di diverse strutture coperte.

Ingenti gli investimenti passati e futuri per St Moritz e Verbier, con piste che vanno dai 1500 metri a 3300, ed impensabile l’ipotesi di un futuro nero: “Ormai è stagione tutto l’anno – conferma Claudio Duschletta da St. Moritz – la montagna non è solo per il turismo invernale ma anche per quello estivo.” L’esempio è di quel 40 percento degli ospiti che non scia, ma si gusta gli eventi sportivi internazionali come la gara di coppa del mondo femminile di questo weekend, i campionati del mondo di bob o l’unico trofeo di polo su neve che si gioca sopra un lago gelato. Ma anche il “Gourmet festival”, o il festival di musica classica “Snow and Sinphony.”

“Confort, qualità e calore svizzeri nella discrezione svizzera” è il motto comune. Meta prediletta degli sportivi “puri”, con piste per mountain bike, trekking, percorsi natura, anche Verbier offre ottime piste innevate. Parallelamente, a Verbier si trovano due campi da golf a 18 buche ed un centro sportivo coperto. Ma non è tutto: “Chi viene a Verbier – dichiara Patrick Mésséiet – lo fa perchè ama la montagna con tutto ciò che offre. Non solo la neve ma anche la gastronomia e la cultura: non dimentichiamo che la rinomata fondazione Gianadda di Martigny non è lontana.” Commentando gli allarmi lanciati dalla stampa, Patrick Mésséiet si chiede come mai quando il mare è in burrasca, la stampa elvetica non invita gli svizzeri a stare lontani dalle località balneari…

Insomma, niente allarmismi e soprattutto niente pubblicità gratuitamente negativa, per quanto riguarda il futuro degli impianti di risalita ad alta quota. E’ vero che la tendenza generale di questi ultimi anni ha sottolineato inverni più temperati, ma “può essere solo un ciclo – dice Fosco Spinedi – inserito nel contesto di cambiamenti climatici innegabili ma che non escludono eventuali, prossimi inverni freddi come una volta.” E mentre a Berna si sta ancora aspettando la neve, già inseriti nella tendenza di inverni miti a basse quote, le innevatissime St Moritz e Verbier si apprestano a registrare il tutto esaurito.

Maddalena Guareschi

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