Nuova legge sui medicinali approvata dalle Camere
Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha accettato la legge che garantisce una leggera apertura del mercato. L'importazione di prodotti meno cari sarà consentita dopo la scadenza di un termine di protezione dei farmaci svizzeri di 10 ann
Anche in futuro i prodotti svizzeri beneficeranno di un periodo di salvaguardia, durante il quale è praticamente vietato importare medicinali di altri paesi a prezzi più bassi. Questo termine non dovrà superare però i 10 anni. È quanto deciso giovedì dal Consiglio degli Stati, che si è allineato sulle posizioni del Nazionale.
In un primo momento, la Camera alta aveva scelto di proteggere i farmaci svizzeri per un periodo superiore ai dieci anni stabiliti dal Nazionale. La settimana scorsa, durante la seduta del Nazionale, Ruth Dreifuss aveva spiegato che un brevetto protegge un prodotto per 20 anni. In realtà «questo periodo è molto più breve visto che il brevetto è depositato durante la fase della ricerca».
La durata effettiva della protezione oscilla sugli 8-10 anni, tenendo conto del momento in cui ha inizio la commercializzazione, aveva ancora ricordato la ministra della sanità. Un periodo di salvaguardia più lungo, come chiesto inizialmente dagli Stati, è quindi inutile.
Il passo indietro dei «senatori» dovrebbe permettere di esercitare un certa pressione sui prezzi dei medicinali. Questa decisione può essere considerata un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare della Denner «per farmaci a prezzi più bassi» già bocciata dalle due Camere l’estate scorsa. Su questa iniziativa il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi nel mese di marzo dell’anno prossimo.
Tra le altre novità previste dalla legge: l’acquisto di medicine per corrispondenza, senz’altro possibile, ma a severe condizioni. Il nuovo pregio della legge è anche la sua «eurocompatibilità». Grazie ad essa verranno posti alti standard qualitativi per i medicinali destinati all’uomo e agli animali. Medicinali a prezzi più vantaggiosi potranno essere importati dall’estero soltanto dai paesi che applicano un equivalente sistema d’autorizzazione di vendita. È il caso di quelli dell’Unione europea, degli Stati Uniti, del Canada e del Giappone.
Il Consiglio federale si preoccuperà anche di definire le condizioni per la vendita di medicine senza ricetta. Ciò vale anche per la vendita per corrispondenza: sarà Berna a stabilire in quali casi ciò potrà essere fatto. Un’autorizzazione di vendita per corrispondenza rilasciata da un cantone sarà valida in tutta la Svizzera. I cantoni dovranno tuttavia rispettare regole precise, uniformi e draconiane.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.