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Nuova variante per il prolungamento dell’Alptransit in Italia

La proposta di potenziare sia la linea Chiasso-Como che quella di Varese solleva interesse in Ticino Keystone

Per lo sbocco della trasversale ferroviaria svizzera in Italia è emersa una terza opzione che potrebbe accontentare tutti. Superando il dilemma della scelta tra il tracciato di Como-Chiasso oppure quello di Varese, questa nuova variante propone semplicemente di impiegare entrambe le direttrici per le future linee veloci. Un'opzione scaturita nell'ambito della risistemazione generale dei trasporti ferroviari della Lombardia.

È il classico uovo di Colombo: invece di pensare a nuovi tracciati perché non si potenziano le linee già esistenti sia sul versante comasco che su quello varesino. In pratica con questa soluzione si quadruplicherebbero le strade ferrate oggi in funzione ma con una netta separazione nello smistamento del traffico merci da quello per i passeggeri.

“Con questa impostazione si ridurrebbero i costi, ottenendo, però, gli stessi risultati che si avrebbero con la costruzione di un nuovo corridoio ferroviario. Non ci sarebbe più la competizione tra Como-Chiasso e Varese per assicurarsi l’aggancio ad Alptransit, poiché si creerebbe un assetto di rete” ha precisato Ezio Sacchin, direttore della zona Nord-ovest della Divisione infrastruttura delle Ferrovie dello stato italiano.

Nell’edizione di oggi del quotidiano milanese Il Giornale, Sacchin spiega come funzionerebbe il sistema a rete. In pratica le merci dirette a sud e ad est passerebbero da Chiasso, i traffici provenienti dal Gottardo e diretti a Genova transiterebbero via Novara, mentre per i treni passeggeri si utilizzerebbero la linea Chiasso-Como- Milano e quella Lugano-Arcisate-Stabio- Varese- Malpensa di prossima costruzione.

Secondo Sacchin è del tutto infondato il timore che il semplice potenziamento delle due ferrovie faccia perdere rapidità nei collegamenti rispetto a quella di un nuovo e unico tracciato.

“Ci sarà comunque una velocizzazione – ha osservato- anche utilizzando le linee attuali. Inoltre, stando alle convenzioni in vigore non è possibile fare sfrecciare un treno a più di 200 chilometri all’ora in un tessuto altamente urbanizzato come quello compreso tra Chiasso e Milano. I 250 Km/h si possono raggiungere solo in galleria o in aperta campagna. Su percorsi di 30-40 chilometri come quelli attorno Milano conta più la regolarità della circolazione che non la velocità dei mezzi”.

Perciò, è stata prevista la separazione del traffico merci da quello passeggeri. Binari liberi, dunque, da convogli merci per garantire la marcia regolare dei treni. Una regolarità che assicura di per se stessa maggiore velocità.

È’ il concetto dell’alta capacità della rete ferroviaria che si sta applicando in Lombardia e nella pianura padana e che potrebbe estendersi sino al Ticino. Facendo tirare un sospiro di sollievo a Como e a Chiasso che negli ultimi mesi temevano di veder sfumare il loro grande progetto di una stazione unica della trasversale con capolinea Milano. Ma anche un grattacapo in meno per lo speciale gruppo di lavoro italo-svizzero che tra qualche settimana dovrà presentare il rapporto finale sui i pro e i contro delle due varianti finora in discussione, delegando ai politici la scelta definitiva. Una scelta che comunque fosse andata avrebbe lasciato l’amaro in bocca a qualcuno.

Libero D’Agostino

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