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OMC: si profila un successo dei Paesi poveri

Il capo delegazione elvetico, il consigliere federale Pascal Couchepin Keystone

Dopo l'accordo sui farmaci, che facilita loro l'accesso a medicinali necessari per combattere le epidemie, i paesi del Sud potrebbero vincere anche su altri fronti.

L’accordo sui farmaci

Dopo ore e ore di incontri e trattative, alla fine il documento elaborato prevede che, in caso di emergenza sanitaria (aids, malaria, tubercolosi e altre epidemie), i Paesi in via di sviluppo, non disponendo della tecnologia necessaria per produrre i farmaci, possano farli produrre a Paesi terzi senza brevetto, comprandoli quindi a prezzo ridotto.

Dopo aver presentato le proprie osservazioni, il consigliere federale Pascal Couchepin ha dato il proprio sostegno alla dichiarazione, ha annunciato l’ambasciatore svizzero Pierre-Louis Girard. Berna non ha ottenuto tutto quello che voleva ma «può accettare» questo testo, ha aggiunto il diplomatico. L’industria farmaceutica svizzera non dovrebbe subire pregiudizio da questa dichiarazione.

Gli altri negoziati

Tutto sembra indirizzarsi verso una vittoria negoziale dei paesi del Sud. In effetti anche il testo proposto sull’implementation (che interpreta in modo definitivo gli accordi dell’Uruguay round) va nella direzione di un’accelerazione dello smantellamento delle loro quote di export tessile, aumentandole da subito.

I paesi in via di sviluppo l’avrebbero spuntata poi anche in materia di standard lavorativi, dove l’OMC non mette mano, riaffermando la dichiarazione di Singapore sugli standard internazionali del lavoro. L’OMC si limita a “prendere atto del lavoro che sta facendo l’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) sulla dimensione sociale della globalizzazione».

Ma dovrebbero poter star tranquilli anche sul tema dell’ambiente dove, dopo l’affermazione di principio che pone come obiettivo lo sviluppo sostenibile, tutto ciò che nel documento entra un po’ più nel particolare per la tutela dell’ecosistema potrà essere cancellato. Essendo tutto ancora aperto (i tre documenti dovranno essere votati assieme dall’assemblea generale, e il cambiamento di una parola in uno può portare a cambiamenti nell’altro), nessuno scopre ancora le carte, moderando i commenti.

Ma è evidente la soddisfazione della delegazione brasiliana, che su molti dei punti controversi ha fatto da capofila ai Paesi in via di sviluppo. E qualche commento, almeno sul testo riguardante i farmaci salvavita, viene lasciato trapelare.

«Per noi è perfetto – afferma Paulo Roberto Texeiro – abbiamo quello che volevamo. Va riconosciuto che, senz’altro, gli Stati Uniti hanno concesso molte aperture e ciò grazie probabilmente all’opinione pubblica internazionale e alla recessione economica».

swissinfo e agenzie

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