Perequazione finanziaria senza tetto massimo
Nessun limite ai contributi che i cantoni ricchi sarebbero chiamati a versare nell'ambito del nuovo progetto di perequazione finanziaria: lo ha deciso la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, che ha respinto una esplicita richiesta del canton Zugo.
Zugo ha sostenuto che in base al nuovo sistema di calcolo dovrebbe contribuire con un importo complessivo di 219 milioni di franchi, 110 milioni in più rispetto alla situazione attuale. Il governo cantonale ha perciò chiesto uno «sconto» di almeno 50 milioni di franchi, perché in caso contrario sarebbe costretto ad aumentare la pressione fiscale, con conseguente perdita di facoltosi contribuenti.
La Conferenza dei direttori cantonali è stata però di altro avviso: il segretario Kurt Stalder ha in particolare affermato che il maggiore contributo richiesto a Zugo è più che sopportabile. Egli ha anche contestato che la maggiore spesa per Zugo, peraltro diluita sull’arco di più anni, sia di 110 milioni di franchi e affermato che l’aumento delle tasse può essere evitato con appropriate misure di risparmio.
Pur respingendo le richieste di Zugo, la Conferenza ha riconosciuto il problema e proposto di completare la legge sulla perequazione finanziaria con un capoverso in cui si metta in risalto la necessità di tener conto degli interessi dei cantoni ricchi.
Zugo ha reagito alla decisione dicendosi delusa: le conseguenze negative della nuova perequazione si faranno sentire non solo sul piano cantonale, ma anche della Confederazione, dato che i contribuenti facoltosi potrebbero essere indotti ad abbandonare la Svizzera. Zugo ha preannunciato battaglia in occasione dell’esame della nuova legge da parte del parlamento.
swissinfo e agenzie
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