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Democrazia diretta in Svizzera

Più aiuti dalla Svizzera ai Paesi dell’Asia centrale

Il consigliere federale Joseph Deiss, a sinistra, con lo scrittore ed ambasciatore del Kirghizistan Tschingis Aitmatov, al centro, ed il direttore della DSC Walter Fust Keystone

La Svizzera potenzierà l'aiuto ai Paesi dell'Asia centrale. Lo ha annunciato il consigliere federale Joseph Deiss all'annuale conferenza sulla cooperazione con l'Europa dell'Est.

I recenti eventi bellici in Afghanistan hanno portato anche i Pesi
dell’Aia centrale sotto i riflettori della politica internazionale, ma la Svizzera si interessa a questa regione fin dall’inizio degli Anni Novanta, ha osservato il ministro degli esteri Joseph Deiss. Dal 1993 la Confederazione ha infatti già stanziato 180 milioni di franchi per sostenere il processo di transizione delle ex repubbliche sovietiche del Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kazakistan e Uzbekistan. Una somma impiegata sia per progetti di aiuto allo sviluppo sia per costruzioni nel settore delle infrastrutture.

Dal crollo dell’impero comunista la situazione in questi Paesi è tuttavia peggiorata, rendendo ancora più difficile il cammino verso la democrazia e l’economia di mercato. “Ma la regione è stata anche trascurata dalla comunità internazionale”, ha lamentato il ministro degli esteri elvetico. E se tutto ciò non bastasse, in seguito alle vicende delle ultime settimane i problemi si sono ulteriormente aggravati.

Deiss ha quindi annunciato l’intenzione di rafforzare il sostegno della Confederazione nel quadro del programma di aiuti per la Comunità di Stati Indipendenti (CSI) che il Consiglio federale discuterà prossimamente. “Il contributo della Svizzera non deve essere sopravvalutato, ma il nostro Paese dispone comunque della massa critica per smuovere le cose in alcuni settori”, ha osservato il capo della diplomazia elvetica.

L’impegno della Svizzera in favore dei Paesi caucasici è stato particolarmente lodato da Tchingis Aitmatov, scrittore kirghiso ed ambasciatore del Kirghizistan presso l’Unione Europea. Un impegno, come ha precisato l’intellettuale kirghiso, che dà speranza alla popolazione della regione, perché non è mosso da interessi particolari. Aitmatov ha colto l’occasione per lanciare un appello in favore del dialogo e della comprensione tra i popoli e di una globalizzazione dei principi umanistici, anche nei rapporti economici.

Luca Hoderas

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