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Sempre più profondo il “Röstigraben”

Coesione nazionale in difficoltà swissinfo.ch

Il fossato fra la Svizzera francese e quella tedesca è sempre più pronunciato e lo «slittamento» a sinistra negli ultimi anni della Romandia è dovuto soprattutto ad una reazione al dominio politico ed economico della Svizzera tedesca. È la conclusione a cui due sociologi dell'Università di Zurigo, in un'analisi pubblicata mercoledì dalla «NZZ» e da «Le Temps»

Nello studio – che fa parte di una tesi scritta per il progetto del Fondo nazionale «Topologia sociale e modernizzazione» – sono stati esaminati i risultati delle votazioni federali degli ultimi 20 anni in tutti i 3021 comuni svizzeri. I relativi grafici possono essere consultati all’indirizzo internet www.letemps.ch/roestigraben.

Nei prosperi anni ottanta il fossato verteva principalmente su questioni ecologiche. Nel decennio 1990-2000, periodo di recessione, la spaccatura si è accentuata invece nel diverso atteggiamento di richiesta di prestazioni allo stato.

Negli ultimi anni le regioni della Romandia che una volta erano di destra si sono mostrate maggiormente «di sinistra» nelle proprie pretese nei confronti dello stato, mentre l’intera Svizzera tedesca si è spostata ancora più a destra. In altre parole – sottolineano i Michael Hermann e Heiri Leuthold, i due ricercatori dell’istituto geografico dell’Università di Zurigo – la Svizzera francese propende sempre più verso uno Stato sociale, mentre i germanofoni spingono verso la libertà dell’economia.

Il Ticino, la Svizzera orientale e la regione giurassiana sono le zone dove il maggior numero di comuni si è «spostato» verso il polo conservatore. Nei grafici presentati dalla stampa spicca il comportamento unitario di diversi comuni ticinesi, che tendono a perdere costantemente di sensibilità nei confronti dell’ecologia, in particolare quelli della Leventina.

L’accentuazione del «Röstigraben» va inoltre a braccetto con un’uniformità politica fra cantoni delle medesime regioni linguistiche, rilevano Hermann e Leuthold. La lingua è diventata più importante delle peculiarità cantonali e religiose. Il canton Vaud, ad esempio, è ormai politicamente più vicino al Giura che a Berna, mentre all’inizio degli anni 80 la situazione era inversa.

Per i ricercatori, l’analisi mostra che il fossato politico fra Romandia e Svizzera tedesca è un fenomeno dinamico. È vero che Giura e Ginevra sono cantoni tradizionalmente di sinistra, ma lo stesso non si poteva dire per tutta la Romandia. Dieci anni fa Vaud, Friburgo e il basso Vallese votavano su oggetti federali in modo considerato di centro-destra, oggi sono molto più vicini all’ideologia socialista e si esprimono alle urne in modo simile ai cantoni svizzerotedeschi più di sinistra, vale a dire Zurigo e Basilea.

Per i ricercatori il fossato accentuatosi fra romandi e svizzerotedeschi nel corso degli anni 1990-2000 è legato al dominio politico ed economico di questi ultimi. Tale fattore si è manifestato in particolare nel 1992 in occasione della votazione sull’adesione allo Spazio economico europeo (SEE). Il 75 per cento della popolazione romanda votò sì, ma tale risultato fu «spazzato via» dai no degli svizzerotedeschi.

Anche la recessione, che ha colpito con maggior virulenza l’ovest del paese, ha contribuito all’acutizzarsi del sentimento di subordinazione provato dai romandi. In parecchi di loro è nata la convinzione che il destino di molti posti di lavoro fosse nelle mani dei manager di Zurigo e Basilea. Tale forma di dominio, dicono gli esperti zurighesi, ha provocato uno slittamento a sinistra.

Secondo Hermann e Leuthold, il dominio politico ed economico su una minoranza linguistica può essere particolarmente problematico per la coesione nazionale e la situazione non migliorerà. Non si deve dimenticare – continuano – che «il primo sintomo della volontà del Giura di separarsi da Berna ha radici politiche a sinistra».

Infine, gli studiosi non hanno rilevato chiare spaccature in tema di politica estera. In entrambe le regioni sia le città che le agglomerazioni sono aperte al mondo. Nella Svizzera tedesca le regioni rurali sono tuttavia più conservatrici di quelle romande. I due autori sottolineano che il fossato sull’apertura all’estero non divide romandi da svizzeritedeschi, ma le città dalle campagne.

swissinfo e agenzie

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