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Stop USA alle medicine via internet

Keystone

La Food and Drug Administration è intervenuta presso rivenditori di farmaci via internet. Sotto accusa il medicinale contro l'antrace. Coinvolta anche una farmacia elvetica.

La Food and Drug Administration ha intimato a undici farmacie straniere di smettere di vendere agli americani via internet l’antibiotico Cipro, utilizzato per combattere il carbonchio. Tra i destinatari delle lettere anche una farmacia di Chiasso.

La lettera è stata inviata anche alla farmacia Farmamondo di Chiasso, al pari di altre in Italia, Messico, Portogallo, Gran Bretagna, Canada, Malaysia, Nuova Zelanda e Irlanda. In tutti i casi si tratta di distributori con un servizio di consegne e ordinazioni anche via internet.

La FDA ha chiesto alle dogane americane di bloccare le spedizioni di pacchi che rechino il nome delle farmacie in questione. La pagine internet di Farmamondo contengono informazioni relative al Ciproxin (per il trattamento dopo l’esposizione all’antrace), ma un portavoce ha detto che la farmacia non ha mai venduto simili medicinali agli USA.

Infatti l’ente di controllo americano ha pubblicato una direttiva che blocca l’importazione del Ciproxin. La motivazione ufficiale, che ha spinto a tale misura, sarebbe l’impossibilità da parte dell’autorità preposta al controllo di confermare l’effettiva efficacia dei medicinali importati privatamente. Per questo sarebbe stato disposto il blocco dei siti internet che vendono medicinali.

La reazione della Farmamondo

I responsabili della farmacia ticinese si sono detti sorpresi e completamente estranei alla faccenda. Per la Farmamondo la misura è imputabile alla crisi legata alle lettere all’antrace.

La comunicazione da Washington lascia supporre che la misura preventiva intende prevenire il mercato nero e proteggere i cittadini dall’antibiotico, “che rimane – spiegano a Chiasso – un medicinale molto potente da usare solo in caso di certezza dell’infezione”.

Il farmacista cantonale ticinese Pierfranco Livio ha dal canto suo precisato che dopo il panico scoppiato negli Stati Uniti, il cantone ha invitato le farmacie a non vendere farmaci anti- carbonchio, in modo da non compromettere le riserve in caso di emergenza in Svizzera.

Il caso italiano

Tra i destinatari della lettera della FDA vi è anche Aldo Zambonardi, titolare della Farmacia Cerati di San Damiano d’Asti. «Il nostro caso – ha spiegato Zambonardi all’agenzia italiana Ansa- riguarda un singolo episodio, che risale a 20-25 giorni fa. Nel momento in cui negli Stati Uniti si è registrata una carenza di Ciproxin, una dottoressa americana che aveva trovato il sito della nostra farmacia ci ha telefonato per chiedere se ne avevamo. Lo voleva per sé e per la sua famiglia».

La farmacia astigiana si è quindi fatta spedire la prescrizione, informandosi anche su quali fossero le pratiche doganali per spedire il materiale, con l’intenzione di seguire il più scrupolosamente le procedure necessarie. E così è stato fatto.

«La medicina – aggiunge Zambonardi – che era per uso personale è regolarmente arrivata a destinazione ed ho ricevuto i ringraziamenti della dottoressa, che vive in California. Allora avevo pensato solo di essere andato incontro alle esigenze di una famiglia. Ora mi sento piuttosto emozionato per il fatto che per un episodio così piccolo si sia scomodata persino la Fda».

swissinfo e agenzie

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