The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Un identificativo contestato

Riceveremo tutti un numero al posto del nome e del cognome? Keystone

Per armonizzare le pratiche del controllo abitanti, la Confederazione vorrebbe attribuire un numero di identificazione personale a ogni abitante. Una prospettiva invisa agli addetti alla protezione dei dati.

C’è il rischio, sostengono, di abusi e violazioni della sfera personale.

Armonizzare la gestione dei dati personali della popolazione, che si fa a livello comunale e cantonale, per poterla sfruttare meglio per scopi statistici. È lo scopo dichiarato del progetto di legge federale sull’armonizzazione dei registri del controllo abitanti e di altri registri personali ufficiali, messo in consultazione dal consiglio federale all’inizio di quest’anno.

E visto che si può lavorare più facilmente e più in fretta con i numeri, piuttosto che con nomi, cognomi, indirizzi, date di nascita e così via, ecco che con la nuova legge si vorrebbe anche introdurre un numero di identificazione personale per ciascuno.

Un numero a vita

Basato sul registro abitanti del luogo di domicilio e attribuito a vita a ogni abitante della Svizzera, tale numero sarebbe utilizzato in tutti gli uffici dell’amministrazione pubblica, sia a livello federale che cantonale e comunale.

E ciò faciliterebbe parecchio il compito dell’Ufficio federale di statistica, in vista del prossimo censimento della popolazione, che si svolgerà nel 2010.

Un’innovazione nel segno di una maggiore efficienza, quindi, quella chiesta nel progetto di legge. Ma c’è un ma.

Forte rischio di abusi

Secondo quanto previsto nel progetto di legge, questo sistema di identificazione permetterebbe di accedere a tutte le banche dati delle varie amministrazioni, sia comunali che cantonali e federali.

Per cui basterebbe conoscerne il numero identificativo, per risalire ai dati di tale o tal altro abitante. Per esempio, a quelli dell’amministrazione fiscale, delle assicurazioni sociali, dell’assistenza pubblica e così via.

«E qui c’è il pericolo che questo numero possa essere utilizzato non soltanto a fini statistici, ma in modo arbitrario per gli scopi più diversi», afferma Jean-Louis Wanner, presidente della Commissione dei preposti alla protezione dei dati.

Un tale accesso generalizzato a tutti i registri amministrativi sarebbe d’altronde incompatibile con la costituzione e con la protezione della sfera privata e della dignità umana, sostengono gli addetti alla protezione dei dati.

Un argomento da dibattere

In ogni caso, vista l’importanza di una tale novità, prima di introdurre un numero centrale riferito a una singola persona «bisognerebbe che ci fosse prima una discussione generalizzata in Svizzera», sostiene Michele Albertini, responsabile per la protezione dei dati nel Canton Ticino, «perché a livello culturale non c’è ancora stato nessun approfondimento su una tale tematica».

E anche perché, secondo Jean-Louis Wanner, non è affatto detto che gli svizzeri si mostrino favorevoli a tanta trasparenza e siano disposti a lasciarsi trattare come numeri.

D’altro canto, se è solo per facilitare i lavori di statistica, ci sono altre possibilità. «Si potrebbe creare un identificativo personale, limitatamente però agli scopi statistici», suggerisce Michele Albertini, «in modo che non venga implementare altre banche dati».

Oppure, si potrebbe ricorrere a numero individuali che non danno informazioni sulla persona cui si riferiscono. Una pratica già impiegata nell’elaborazione delle statistiche ospedaliere, ricorda Jean-Louis Wanner, che non permette l’accesso incontrollato a dati non «anonimizzati».

Contro pratiche del genere, gli addetti alla protezione dei dati non avrebbero nulla da recriminare.

swissinfo, Fabio Mariani

La Confederazione vorrebbe introdurre un “numero di identificazione personale” a livello federale, per armonizzare i registri del controllo abitanti nei vari comuni.

Tale identificativo servirebbe soprattutto a scopi statistici, anche in vista del censimento del 2010.

Ma la commissione dei preposti alla protezione dei dati è contraria al progetto di legge, perché teme abusi e intrusioni nella sfera privata dei cittadini.

Il sistema previsto permetterebbe infatti ai funzionari di accedere, anche senza necessità, ai vari registri personali comunali, cantonali e federali.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR