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Zernez rifiuta l’estensione del parco nazionale

La regione grigionese di Lavin, il cui comune è il primo ad essersi impegnato per l'estensione del Parco nazionale svizzero Keystone

Il progetto di estensione del Parco nazionale svizzero incontra resistenze. Il comune di Zernez, il cui territorio si estende nella riserva, lo ha respinto venerdì sera in una votazione consultiva con 227 voti contro 145. Ritardi sul progetto.

Il tasso di partecipazione al voto non era mai stato così alto da anni: ha raggiunto il 64 percento. Il direttore del Parco nazionale Heinrich Haller ha parlato di «cattivo segnale». Haller ha dichiarato che ora è indispensabile una discussione di fondo che non coinvolga unicamente la Commissione del Parco ma anche i 20 comuni interessati.

Il 68 percento della superficie del Parco è sul comune di Zernez, che ospita pure il centro di informazione della riserva naturale. Finora sul progetto di ingrandimento si era espresso solamente il comune di Lavin che aveva manifestato pieno appoggio.

Il progetto prevede dapprima un’estensione del settore a protezione totale nella regione dei laghi di Macun in territorio di Lavin per una superficie di 3,6 chilometri quadrati.

Poi il cuore del Parco sarebbe ingrandito dagli attuali 170 ai 200 chilometri quadrati a cui dovrebbero essere aggiunti 300 chilometri quadrati di superfici a protezione limitata: contrariamente al cuore della riserva, dove non è ammessa nessuna attività umana, vi sarebbe ammessa un’utilizzazione estensiva.

Per la prima volta da 30 anni a questa parte il Parco nazionale svizzero nel Cantone dei Grigioni viene ampliato. Dal 1° agosto la regione del « Lajs da Macun », un altipiano selvaggio, costellato da una decina di laghi di montagna, è entrata a far parte del Parco nazionale. Il Consiglio federale ha approvato lo scorso 19 giugno l’accordo concluso tra la Commissione del Parco nazionale e il Comune di Lavin.

L’integrazione dei « Lajs da Macun » rappresenta la prima tappa dell’importante progetto d’estensione del Parco nazionale, il quale prevede un ampliamento della zona centrale e la creazione di una zona periferica di 300 chilometri quadrati.

La regione dei ” Lajs da Macun ” o laghi dei stambecchi è di una bellezza notevole. L’altipiano, ubicato a oltre 2500 metri d’altitudine, è circondato da una corona di montagne che si aprono verso nord. Rocce coperte di licheni, valloni innevati, nevai, laghetti di montagna, vegetazione rasa: un piccolo angolo “polare” nelle Alpi.

Questo luogo selvaggio è molto frequentato da stambecchi, camosci e marmotte. In questi 3,6 chilometri quadrati la natura verrà abbandonata a se stessa e protetta integralmente. Come già nella zona centrale del Parco nazionale, gli escursionisti sono i benvenuti, anche se vengono esortati a non lasciare il proprio sentiero.

Il Comune di Lavin si era pronunciato in favore dell’integrazione di tale territorio nel Parco nazionale nel maggio 1999. È il primo Comune impegnatosi concretamente nel progetto d’ampliamento del Parco nazionale Svizzero. Tale progetto prevede l’ampliamento da 169 chilometri quadrati a 200 chilometri quadrati della zona centrale – dove la natura viene abbandonata a se stessa – e la creazione di una nuova zona periferica di circa 300 chilometri quadrati.

Nella zona nuova si insisterà sul principio dell’utilizzazione sostenibile delle risorse, incoraggiando l’utilizzazione estensiva delle foreste, un’agricoltura ecologica e un turismo moderato. Il Comune pilota di Lavin ha inoltre dato il suo assenso all’istituzione di una zona periferica nella Val Zeznina e sul versante sud dell’Engadina. Oltre a Lavin, il progetto d’ampliamento del Parco nazionale interessa altri venti Comuni. La superficie del Parco ampliato equivarrebbe all’1 per cento del territorio nazionale.

swissinfo e agenzie

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