Amianto: processo in vista per Schmidheiny
L'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny dovrà probabilmente comparire dinnanzi alla giustizia italiana nell'ambito del procedimento penale sulle malattie provocate dall'amianto negli stabilimenti dell'Eternit in Italia.
Disastro doloso e omissione volontaria di cautele contro le malattie professionali: con queste accuse la Procura di Torino ha concluso venerdì la sua inchiesta sulla lunga catena di morti provocate dall’amianto negli stabilimenti della ditta svizzera a Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Bagnoli (Napoli), Rubiera (Reggio Emilia). Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha chiesto di processare i vertici della multinazionale svizzera del cemento, l’industriale elvetico Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier, 87 anni. I due imprenditori sono considerati dagli inquirenti i responsabili di quanto è avvenuto nelle quattro sedi prese in esame durante le indagini: Secondo Guariniello, conoscevano la portata del problema, ma non hanno preso provvedimenti adeguati.
Le carte processuali, composte da oltre 200 mila documenti, descrivono la storia di migliaia di persone colpite da mesotelioma, carcinoma, asbestosi: 1’378 lavoratori dell’Eternit sono deceduti in seguito a queste malattie a Casale, 118 a Cavagnolo, 2 a Rubiera e 384 a Bagnoli. Complessivamente 697 operai sono tuttora gravemente malati. Tra le vittime anche i loro famigliari e persone che risiedevano nei pressi degli stabilimenti: 252 a Casale, 1 a Cavagnolo, 4 a Rubiera e 3 a Bagnoli.
Un vero “disastro”, si legge nel capo d’accusa, generato dalla dispersione nell’aria delle fibre d’amianto. Nei paesi che la ospitavano, e in particolare a Casale, la Eternit faceva distribuire una parte dei propri manufatti per pavimentare strade e cortili o per coibentare i sottotetti, senza però fornire informazioni sulla “pericolosità dei materiali”. Migliaia di persone sono rimaste per decenni soggette a “un’esposizione incontrollata, continuativa e a tutt’oggi perdurante” che non ha risparmiato nemmeno fanciulli e adolescenti. Negli ultimi quindici anni sono già stati processati diversi rappresentanti locali dell’Eternit. Ora le autorità giudiziarie italiane intendono cercare le responsabilità ai massimi livelli.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.