
Gli aeroporti svizzeri sul chi vive
I viaggiatori diretti negli Stati Uniti dovranno armarsi di pazienza ancora per qualche giorno negli aeroporti svizzeri. Le misure di sicurezza eccezionali, introdotte in seguito al fallito attentato terroristico sul volo Amsterdam-Detroit di Natale, sono infatti state prolungate fino a lunedì. Per il momento non è comunque prevista l’introduzione dei controversi «body scanner».
Per scongiurare il rischio di nuovi attentati, negli aeroporti di Zurigo e Ginevra i controlli saranno intensificati almeno fino a lunedì 4 gennaio. Lo ha comunicato il portavoce della Swiss Jean-Claude Donzel, ricordando che i passeggeri diretti negli Stati Uniti sono pregati di presentarsi con ampio anticipo e con un bagaglio a mano possibilmente ridotto, in modo da facilitarne l’ispezione.
I controlli sono gestiti da società di sicurezza private, vengono effettuati con l’aiuto della polizia e prevedono perquisizioni anche al momento dell’imbarco. L’Olanda ha annunciato mercoledì l’introduzione dei controversi body scanner, ossia una macchina che controlla tutto il corpo come fosse un bagaglio. Si tratta di un sistema particolarmente costoso, utilizzato in una ventina di aeroporti americani, che viola però la privacy dei cittadini.
Lo scorso anno, il Parlamento europeo si è opposto a larga maggioranza al suo utilizzo, autorizzando però dei test a Schiphol (Amsterdam) per i voli europei. In Svizzera, l’aeroporto di Zurigo non prevede al momento l’introduzione di queste tecnologie, indica la portavoce Jasmin Bodmer. Nulla è comunque escludo, visto che l’Ufficio federale dell’aviazione civile giudica questi scanner particolarmente efficaci.
swissinfo.ch e agenzie

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