Non si dice dove è il radar
Il Tribunale federale è contrario non solo ai rilevatori di radar classici, ma anche ai sistemi GPS che indicano la posizione dei radar fissi.
La massima istanza giudiziaria elvetica ha confermato la condanna di un conducente che aveva utilizzato un dispositivo in grado di avvertire gli automobilisti della presenza di controlli conosciuti grazie al ricorso al GPS.
Il Tribunale federale (TF) ha dunque respinto il ricorso dell’automobilista al quale erano stati inflitti 300 franchi di multa dalla giustizia argoviese. L’apparecchio deve inoltre essere confiscato e distrutto.
L’uomo aveva sostenuto che il suo dispositivo non era un rivelatore di radar ai sensi della legge: non potendo rilevare le onde emesse dai radar, non permetteva di evitare radar posati di recente o mobili, ma solo di ricordare la presenza di quelli inseriti nella banca dati.
Secondo il TF, invece, il legislatore ha voluto vietare tutti i dispositivi che permettono di guidare a velocità troppo elevate sfuggendo alle sanzioni della polizia. Il fatto che esistano mappe che mostrano dove si trovano i radar e che alcune reti radiofoniche annuncino i controlli, non cambia nulla.
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