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Un praticante agricolo per 7 franchi all’ora



Slava, 22 anni e un sogno nel cassetto.

Slava, 22 anni e un sogno nel cassetto.

(swissinfo.ch)

Slava è moldavo e svolge un praticantato di 18 mesi in una fattoria dell’Oberland bernese. Nei fine settimana incontra i suoi amici dell’Europa dell’Est, visita la Svizzera, va al fiume o in discoteca. Si diverte, malgrado il misero salario.

Slava scende dal trattore: è appena tornato dal giro di consegne. Ha spalle possenti, una maglietta verde e la tenuta di lavoro addosso. Lo incontriamo a Noflen, a una ventina di minuti da Berna, dove sta svolgendo un praticantato in un’azienda agricola.

La stretta di mano è vigorosa, lo sguardo sveglio e il tedesco ancora zoppicante. Ha ventidue anni ed è moldavo.

Dodici mesi fa, Slava ha lasciato Porumbeşti, il suo paese natale nel distretto di Cantemir nell’estremo sud-ovest della Moldavia sul confine con la Romania. È partito alla volta del Paese delle montagne, del latte, del cioccolato e delle mucche per lavorare quale giovane bracciante per la famiglia Stucki.

Mi trovo bene

«Mi trovo bene qui», afferma Veaceslav Plesu, detto Slava. «Ho imparato molto durante questo anno: tagliare il fieno con la falciatrice, piantare l’insalata, potare le piante da frutta, mungere le mucche con la mungitrice».

Slava è cresciuto in campagna con due fratelli. La sua famiglia ha un po’ di terra, coltivata a mano, una mucca, un cavallo, venti pecore e dieci maiali. «Il lavoro a casa è duro. Falciamo il fieno a mano. Non abbiamo nessun tipo di macchinario per lavorare la terra», racconta Slava.

Beh, anche a Noflen la sua giornata è intensa ed è scandita da alcuni appuntamenti fissi. «Mi alzo alle 6.00 di mattina e vado in stalla a mungere le mucche. Poi vado nei campi a raccogliere la verdura per il mercato e per gli hotel. Alle 7.30 faccio colazione. Ritorno nei campi e finisco la raccolta degli ortaggi. Alle 12.00 mi siedo nuovamente a tavola per il pranzo. Nel pomeriggio seleziono, pulisco e preparo per le consegne l’insalata, le carote, le patate, le zucchine... Alle 17.30 ceno e poi ritorno in stalla per mungere e foraggiare le mucche».

Il 22enne moldavo racconta e intanto guarda con soddisfazione l’insalata piantata il giorno prima. Non si lamenta delle dieci ore di lavoro al giorno. Ricorda piuttosto tutto ciò che è riuscito a imparare e a vedere in questi dodici mesi trascorsi in Svizzera.

Praticantato in Svizzera

Slava è uno dei circa 400 praticanti reclutati nell’Europa dell’Est dall’ufficio di collocamento Agroimpuls, una sezione dell’Unione svizzera dei contadini. Un intermediario moldavo gli ha presentato la possibilità di svolgere un praticantato in un’azienda agricola in Svizzera. Slava ha colto l’opportunità al volo: ha riempito i formulari e ha versato 1100 euro (500 euro per la tassa di mediazione, 100 euro per il visto e 500 euro di caparra).

«A questa esperienza possono partecipare gli studenti che frequentano o hanno frequentato recentemente una formazione nel settore primario», spiega a swissinfo.ch Hans-Peter Flückiger di Agroimpuls.

«Per questi giovani si tratta di una possibilità per approfondire e consolidare la loro preparazione. Oltre all’attività lavorativa in fattoria, i praticanti seguono dei corsi di formazione su temi legati all’agricoltura. Vengono inoltre invitati a partecipare a due escursioni per conoscere il Paese che li ha accolti».

7 franchi all’ora

La candidatura di Slava, con altre, è stata proposta alla famiglia Stucki di Noflen, azienda agricola che impiega da anni giovani praticanti, svizzeri o stranieri. «Fatta eccezione per una ragazza, abbiamo sempre fatto ottime esperienze», afferma Maria Stucki.

«Con alcuni ci manteniamo in contatto ancora oggi. Ci scrivono per sapere come stiamo oppure ci inviano gli auguri di Natale. Anni fa abbiamo fatto visita a un ragazzo in Romania che con orgoglio ci ha mostrato come la sua azienda avesse di gran lunga superato le dimensioni della nostra», ricorda sorridendo Stucki.

Tratteggiato così lo scenario sembra assolutamente idilliaco. Tuttavia, le condizioni salariali, definite da Agroimpuls, non sono particolarmente allettanti: 2645 franchi lordi al mese. Lo stipendio netto, dopo aver detratto 990 franchi per il vitto e l’alloggio, è di 1655 franchi al mese. Slava guadagna quindi all’incirca 7 franchi all’ora.

«Per divertirsi, bastano», afferma il 22enne, assiduo frequentatore con alcuni amici moldavi, rumeni e russi delle discoteche svizzere.

D’altro avviso è invece Philippe Sauvin, del “l’autre syndacat”. «I lavoratori nell’agricoltura vengono considerati a volte soltanto braccia e non uomini. Lavorano 10 ore al giorno, non ricevono la tredicesima, hanno un giorno e mezzo libero a settimana per una paga da fame: sono condizioni di lavoro due volte peggiori che nel settore edilizio».

Divertirsi in Svizzera

Alla misera paga oraria di Slava, Maria Stucki non ha mai pensato. Ci guarda sorpresa, ma poi pensa alla sua, quella del marito e del suocero. «Se dovessi calcolare la nostra paga oraria, non so se ci arriviamo a sette franchi all’ora», afferma sconsolata.

Slava non rimugina sulla paga. In Moldavia, in un mese, avrebbe messo assieme non più di 200 euro. Slava guarda invece già all’imminente fine settimana. Tra non molto potrà smettere la tenuta di lavoro e incontrare i suoi amici. Farsi un tuffo nel fiume o divertirsi in discoteca. Questo a lui basta, per il momento.

«In Svizzera mi voglio anche divertire. Poi, quando tornerò in Moldavia, cercherò di dare vita al mio sogno: ingrandire la mia azienda e diversificare l’offerta dei prodotti ortofrutticoli».

Allora auguri, Slava, praticante dallo sguardo sveglio, dalla voglia di vivere e dalla stretta vigorosa.

Luca Beti, swissinfo.ch, Noflen

Lavoratori nell’agricoltura

Nel 2009, i lavoratori extrafamiliari nell’agricoltura in Svizzera sono stati 27'767, di cui ?? svizzeri e ?? stranieri (Ufficio federale di statistica).

Stando al sindacato “l’autre syndacat”, nel 2010 sono circa 5000 i lavoratori nell’agricoltura senza un contratto di lavoro valido. Molti sarebbero originari del Kosovo, altri dell’America latina.

In Svizzera, non c’è un contratto collettivo di lavoro (CCL) per i lavoratori nell’agricoltura, ma ogni cantone ha emanato dei contratti normali di lavoro (CNL). Così, a seconda della regione, le condizioni di lavoro cambiano (salario mensile, ore di lavoro, giorni di congedo…).

Un lavoratore può guadagnare, senza detrazioni, dai 2905 ai 3104 franchi al mese nel canton Berna, 3110 franchi al mese nel canton Ticino, 3200 franchi nel canton Ginevra e dai 2905 ai 3140 nel canton Grigioni.

Anche le ore di lavoro cambiano: sono dalle 10 alle 12 ore al giorno nel canton Berna, dalle 50 alle 55 ore settimanali nel canton Ticino, 49 ore settimanali nel canton Ginevra e 10 ore al giorno nel canton Grigioni.

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Moldavia - Svizzera

1924: dopo la fondazione dell'Unione Sovietica, viene creata la Repubblica socialista sovietica autonoma di Moldavia nella regione di confine tra la Romania e l'Ucraina.

27 agosto 1991: la Moldavia dichiara la propria indipendenza.

1991: la Svizzera riconosce la Repubblica di Moldavia e le relazioni diplomatiche sono affidate all'ambasciata svizzera di Kiev.

1997: la Moldavia apre un'ambasciata a Ginevra. Da allora la presenza culturale della Svizzera in Moldavia si è intensificata. Gli scambi commerciali con la Moldavia, considerato il Paese più povero d'Europa, sono assai ridotti.

2000: la Svizzera gestisce nella capitale Chisinau un ufficio di coordinamento che fornisce aiuti nei settori dell'approvvigionamento idrico, del sistema sanitario, dell'assistenza sociale e del soccorso in caso di catastrofe.

2005: l’ufficio di cooperazione amplia il suo campo di attività: oltre a progetti inerenti all’aiuto umanitario, diventa attivo pure nell’ambito della cooperazione tecnica.
2008: la DSC ha terminato i programmi d’aiuto umanitario, per concentrarsi completamente sulla cooperazione tecnica nell’ambito della sanità e delle risorse idriche.
2009: sono stati investiti 6,5 milioni di franchi nella cooperazione con la Moldavia.
(fonti: dizionario storico della Svizzera e Dipartimento federale degli affari esteri)

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