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La Camorra nel mirino della Procura federale

Dieci persone legate alla Camorra napoletana e alla Sacra Corona Unita pugliese sono accusate dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di aver riciclato oltre un miliardo di dollari in Svizzera, provenienti dal mercato nero delle sigarette organizzato negli anni Novanta in Italia.

L’MPC ha indicato lunedì in una nota di aver promosso l’atto di accusa all’attenzione del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Secondo l’accusa, i corrieri varcavano la frontiera svizzera in provenienza dall’Italia con ingenti somme di denaro. I soldi venivano successivamente versati a Lugano su conti bancari di persone e società intermediarie al fine di riciclarli.

Una volta introdotti nel sistema bancario formale, questi fondi erano poi utilizzati per comprare sigarette esentasse sul mercato parallelo internazionale. Le sigarette erano quindi trasportate per via aerea, marittima o terrestre in Montenegro, dove venivano depositate e messe a disposizione delle organizzazioni criminali, si precisa nel comunicato.

Dall’inizio degli anni Novanta fino al 2001, praticamente l’intero flusso di capitali generato dal contrabbando di sigarette effettuato via Montenegro dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita sembra essere transitato attraverso la piazza finanziaria svizzera. Durante questo periodo sono stati riciclati fondi per un importo notevolmente superiore a un miliardo di dollari, si legge nel comunicato.

In Italia, nell’ambito di un’inchiesta collegata a quella dell’MPC, sono già state pronunciate condanne. Inoltre, a fine marzo, 15 persone – tra cui il premier ed ex presidente del Montenegro Milo Diukanovic – sono state indagate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari per presunta associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette di contrabbando. Djukanovic, che si è sempre proclamato innocente, gode però dell’immunità diplomatica totale.

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