Nuove concessioni radiotelevisive
Il ministro delle comunicazioni Moritz Leuenberger ha attribuito venerdì le ultime 21 concessioni destinate alle radio e televisioni regionali, di cui 9 nella Svizzera romanda e 12 nella Svizzera tedesca. Le licenze relative al Ticino erano già state assegnate.
La scelta è avvenuta tra 39 candidature, di cui 16 nella Svizzera romanda. In particolare, il Dipartimento federale delle comunicazioni ha rilasciato 14 concessioni per radio OUC e 7 concessioni per TV regionali.
Nel caso di due concessioni radiofoniche e di due televisive, la scelta è caduta su nuove emittenti (situate nell’arco Lemanico e nella regione di Zurigo), a scapito dei concessionari precedenti. Contro le decisioni è possibile inoltrare ricorso presso il Tribunale amministrativo federale.
Il 7 luglio scorso, la Confederazione aveva già rilasciato 33 concessioni incontestate, ossia frutto di una sola candidatura. Tre sono state assegnate a emittenti ticinesi: Tele Ticino e le radio locali Fiume Ticino e Radio 3iii.
Le concessioni – valide fino al 2019 – impegnano i beneficiari a garantire un servizio pubblico su scala regionale, in cambio dell’accesso privilegiato alle infrastrutture tecniche di diffusione.
Inoltre, 34 concessionari su 54 beneficeranno di una quota dei proventi del canone. Dei circa 49,8 milioni di franchi (pari al 4% degli introiti dei canoni di ricezione) che in futuro spetteranno alle emittenti private, 31,4 milioni di franchi andranno alle 13 emittenti televisive regionali.
Le 21 emittenti radiofoniche (12 stazioni attive in regioni di montagna o periferiche e 9 stazioni complementari senza scopo di lucro) si suddivideranno i restanti 18,4 milioni di franchi.
La legge federale sulla radiotelevisione prevede che, se più candidature soddisfano i requisiti richiesti, la concessione vada accordata al candidato che «contribuisce più degli altri ad accrescere la pluralità delle opinioni e dell’offerta».
A tal fine occorre soprattutto determinare quale emittente presenti il minor rischio in termini di concentrazione dei mezzi di comunicazione.
In quest’ottica, per esempio, TeleZürich, di proprietà della casa editrice Tamedia, è rimasta esclusa: potrà continuare a trasmettere, ma non riceverà alcuna quota del canone.
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