Centro Italia: “Non sono da escludere nuove forti scosse”
Mentre la terra continua a tremare nel Centro Italia – e il numero di sfollati è salito ad oltre 40'000 – gli esperti s’interrogano sulle origini di questo nuovo sisma. Per Domenico Giardini, professore di sismologia al Politecnico di Zurigo, non si tratta di scosse di assestamento, ma dell’attivazione di una nuova faglia.
Alle 7.40 di domenica una scossa di magnitudo di 6.5, la più forte dopo il terremoto in Irpinia del 1980, ha fatto tremare l’intera dorsale appenninica ed è stata avvertita in tutto il Centro Italia. Al momento non si registrano vittime, ma gli sfollati sono oltre 40’000. Ingenti anche i danni, con interi borghi distrutti, chiese e cattedrali crollate, strade e infrastrutture a rischio.
Lo sciame sismico intanto non si ferma. Nella notte c’è stata un’altra importante scossa e c’è chi preferisce dormire in automobile, per paura di trovarsi – una volta di più – sotto un tetto traballante.
Quello di domenica è solo l’ultimo di una lunga serie di terremoti che hanno colpito il Centro Italia negli ultimi anni. E, secondo Domenico Giardini, professore di sismologia al Politecnico di Zurigo, non sono da escludere nuovi forte scosse.
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