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Una corsa contro il tempo per le città degli orologi

Uno sguardo dall'alto sulla città orologiera di La Chaux-de-Fonds Keystone

A fine giugno il comitato dell'Unesco si esprimerà sulla candidatura delle città orologiere di La Chaux-de-Fonds e Le Locle. Grazie alla loro architettura - vero e proprio simbolo dell'industrializzazione - potrebbero allungare la lista dei nove siti già iscritti a Patrimonio mondiale.

A meno di un anno dal riconoscimento del trenino rosso del Bernina e dell’arena tettonica glaronese, la Svizzera potrebbe aggiungere un ulteriore tassello all’elenco dei suoi beni culturali e naturali dal valore universale.

L’ultima settimana di giugno, il comitato dell’Unesco – composto da 21 dei 186 stati che hanno sottoscritto la convenzione del patrimonio mondiale – passerà al setaccio le candidature presentate dai diversi paesi, di cui una interamente svizzera.

Nel dicembre del 2007, la Confederazione ha depositato il dossier di candidatura di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, considerate un esempio di simbiosi tra l’urbanesimo e l’industria orologiera.

Il parere positivo espresso a maggio dall’ICOMOS, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti che ha una funzione consultiva nell’ambito della lista per il patrimonio mondiale, permette ai sostenitori del dossier di raggiungere Siviglia sotto i migliori auspici.

Simbiosi tra industria e urbanistica

Da villaggi abbarricati a 1’000 metri di altitudine, La Chaux-de-Fonds e Le Locle si sono trasformate, nello spazio di qualche decennio, in due città plasmate per e dall’industria orologiera. Nonostante la rigidità del clima, la lontananza dalle principali vie di comunicazione e la mancanza di materie prime, hanno saputo sfruttare al meglio i progressi dell’industrializzazione e trasformare gli incendi che le hanno colpite a cavallo tra Settecento e Ottocento in atti di fondazione del loro futuro.

Il patrimonio urbano di La Chaux-de-Fonds e Le Locle non è a prima vista impressionante, eppure ha un valore storico e architettonico eccezionale. Le strade, gli edifici e le fabbriche sono stati costruiti per rispondere ai bisogni di un’industria nascente, divenuta col tempo un vero e proprio simbolo per la regione.

Nonostante le crisi del XIX secolo, queste città si sono trasformate in «un’unica manifattura orologiera», secondo l’espressione di Karl Marx, paragonabile a una città americana per il tipo di urbanizzazione e per la crescente multiculturalità della popolazione. Numerosi furono infatti gli emigranti, in maggioranza italiani, richiamati sulle montagne neocastellane alla ricerca di un lavoro.

Lo sviluppo urbanistico ed economico è stato accompagnato anche da una volontà di progresso e giustizia sociale. Il successo dell’industrializzazione orologiera è dunque anche il risultato di uno sviluppo culturale ed educativo particolarmente avanzato rispetto al resto del paese.

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Le Corbusier in lista di… attesa

La candidatura di La Chaux-de-Fonds e Le Locle non è però l’unica ad interessare la Svizzera. Il comitato dell’Unesco dovrà pronunciarsi anche sul dossier relativo all’opera architettonica e urbana di Le Corbusier, presentato congiuntamente da Argentina, Germania, Belgio, Giappone e Svizzera sotto l’egida della Francia.

Questa candidatura comprende 22 immobili che testimoniano la creatività e la versatilità incomparabile che li caratterizza in contesti così diversi tra loro. Quattro di queste opere si trovano in Svizzera: la Ville Jeanneret-Perret (Casa Bianca) e Schwob (Villa turca) a La Chaux-de-Fonds, la “piccola casa” in riva al Lemano e la Casa Clarté a Ginevra.

Contrariamente alle due località neocastellane, per l’opera dell’architetto franco-elvetico l’ICOMOS raccomanda tuttavia di posticiparne l’iscrizione: la documentazione di candidatura verrà probabilmente modificata.

Stefania Summermatter, swissinfo.ch

Il 27 ottobre 2008 la Svizzera ha presentato la sua candidatura a uno dei 21 seggi del Comitato del Patrimonio mondiale.

Questo organo definisce le politiche relative alla protezione dei beni naturali e culturali e sceglie i siti da iscrivere sulla lista.

Le elezioni avranno luogo nell’ottobre 2009 a Parigi.

La 33a sessione del Comitato del Patrimonio mondiale si terrà a Siviglia, in Spagna, dal 22 al 30 giugno 2009.

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