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La salvaguardia delle balene si discute a Londra fino a venerdì

A Londra è iniziato lunedì il 53.mo congresso annuale sulle balene dell'International Whaling Commission (Iwc), l'organizzazione mondiale per la salvaguardia di questi mammiferi. La riunione, che si conclude venerdì, deve decidere sul prolungamento o meno del divieto di caccia alle balene. Tra le 43 delegazioni presenti anche quella svizzera che sostiene la moratoria della caccia per la protezione delle specie in via di estinzione.

La delegazione elvetica, presente alla sessione annuale della Commissione baleniera internazionale (IWC), è composta dal dottor Thomas Althaus dell’Ufficio federale di veterinaria (UFV) e da Martin Krebs della Divisione politica V, Sezione ambiente del Dipartimento federale degli affari esteri.

Numerosi i temi in agenda sui quali la posizione della Svizzera è delineato nel modo seguente. Nel caso delle specie minacciate di estinzione, la Svizzera voterà ancora a favore di un mantenimento delle misure di protezione in atto. L’eventuale accettazione di una ripresa della caccia commerciale, comunque molto limitata in perimetri geografici ben delimitati, sarà possibile solo se verrà scientificamente provato che il prelievo di animali dal loro ambiente naturale non nuoce né alla sopravvivenza della specie in questione né all’ecosistema e se ci sarà la garanzia che le quote cacciate saranno controllate tramite misure efficaci.

La posizione della Svizzera si scontra con quella sostenuta da Giappone, Norvegia ed Islanda che tenteranno in questa sessione di giungere all’abolizione del divieto di caccia alle balene deciso nel 1982 ed entrato in vigore quattro anni dopo. Il Giappone èil primo mercato mondiale di consumo per la carne ed il grasso di balena, mentre Norvegia ed Islanda sono i due principali Paesi di caccia a questi mammiferi protetti.

A livello politico la Svizzera continuerà ad operare, come ha fatto finora, in seno alla Commissione baleniera internazionale (IWC) e questo conformemente alle disposizioni della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES). L’obiettivo della CITES, convenzione commerciale sottoscritta da 150 Stati, è di proteggere le specie di flora e di fauna selvatiche e di garantirne un’utilizzazione duratura. Sul piano internazionale, l’applicazione e l’esecuzione della Convenzione in Svizzera sono considerate esemplari.

Da rilevare, infine, che la Svizzera all’interno dell’IWC si impegnerà in particolare nel controllare che le decisioni adottate abbiano fondamenti scientifici certi. La posizione della Svizzera nella Commissione baleniera internazionale deve essere infatti conforme con i principi della sua politica ambientale nazionale ed alla posizione che essa adotta in altri organismi internazionali per la protezione dell’ambiente di cui fa parte. La coerenza della politica ambientale della Svizzera, Paese privo di sbocchi sul mare, potrà consentirle di giocare all’interno dell’IWC un ruolo di mediazione quando i punti di vista tra le parti opposte non sono più conciliabili.

swissinfo e agenzie

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