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Spagna: il Pp mette Feijòò sotto processo, troppi errori

Feijòo ha vinto le elezioni ma solo di misura, senza ottenere la maggioranza. KEYSTONE/AP/Paul White sda-ats

(Keystone-ATS) Monta il malumore dentro il partito popolare spagnolo, all’indomani della cocente delusione elettorale. Nel corso della riunione dei vertici del partito, il leader Alberto Nunez Feijòo è finito sotto processo da parte dei dirigenti del Pp.

Feijòo è accusato di non essere riuscito a creare le condizioni necessarie per riportare il centrodestra al governo, raggiungendo un risultato – vittoria al voto ma maggioranza lontana – che viene giudicato “ben al di sotto delle aspettative”.

Come riferiscono i media spagnoli, i capi d’accusa sono chiari: Feijòo ha fatto troppi errori nella campagna elettorale. Soprattutto nell’ultima settimana, troppe le sue gaffe: dall’inesattezza sulle pensioni, alla scelta scriteriata di disertare il dibattito con gli altri tre candidati premier, per non parlare delle spiegazioni insoddisfacenti circa la sua amicizia con il narcotrafficante Dorado.

Ma c’è un’altra accusa, tutta politica, che fa più male di tutte all’ex governatore della Galizia: aver completamente sbagliato il modo di rapportarsi con Vox. Tanti criticano la schizofrenia della sua gestione: da un lato ha stretto patti locali su tutto il territorio, eleggendo a capo delle giunte regionali estremisti di destra. Dall’altro, sul piano nazionale, Feijòo ha preso continuamente le distanze da Santiago Abascal e dal suo programma, legittimando in qualche modo la paura della destra.

Occhi su Ayuso

Nel Partito popolare c’è addirittura chi sogna un cambio di leadership. In una fase tanto delicata nessuno arriva a chiedere la testa di Feijòo, ma prende quota l’ipotesi che possa essere Isabel Ayuso, la carismatica presidente della Comunità di Madrid, molto più dura rispetto al moderato ex governatore della Galizia, la futura guida dei popolari.

Un’indicazione che è emersa plasticamente già domenica, poche ore dopo la chiusura delle urne. Mentre Feijòo festeggiava la vittoria dal balcone della sede del partito, per strada, dalla folla dei militanti è partito il coro “Ayuso, Ayuso”.

I numeri del voto della regione della Capitale hanno poi confermato in modo impietoso quel testa a testa: qui Feijòo ha ottenuto ben 156’660 voti in meno di quelli raccolti alle ultime regionali da Ayuso, meno di due mesi fa.

Ovviamente, ogni mossa futura dipenderà da quanto accadrà e la soluzione del cambio in corsa comporta molte incognite. Non a caso, il partito di Madrid va con i piedi di piombo: a loro giudizio “strategicamente sarebbe un errore” che la presidente della Regione si muovesse per contestare la leadership di Feijòo e magari guidare l’opposizione “senza un seggio al Congresso”, invece di concentrarsi sul suo lavoro a Madrid. Diverso lo scenario, invece, nel caso in cui il socialista Pedro Sanchez non riuscisse a tornare al governo e si andasse a nuove elezioni.

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