Cento anni di Caritas Svizzera
Caritas Svizzera ha festeggiato venerdì sera a Lucerna il secolo di vita. Durante la cerimonia, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha sottolineato il valore fondamentale dell'impegno sociale di ogni uomo, espressione del rispetto del prossimo.
Già il «buon samaritano» aveva agito per amore dell’altro, ha affermato Leuenberger: malgrado l’avvento dello Stato sociale, il suo modello è tuttora attuale, affinché la società non si dissolva nell’indifferenza. Il presidente della Confederazione ha poi ringraziato la Caritas per la sua partecipazione alla vita politica del paese e per le spinte in favore di un’internazionalizzazione dell’aiuto sociale.
Questo contributo è oggi, nel tempo della globalizzazione, altrettanto importante di cento anni fa, ha dichiarato. Anche per il direttore della Caritas Svizzera, Jürg Krummenacher, viviamo cambiamenti epocali e l’organizzazione cattolica è chiamata a trovare risposte ai problemi generati dalle profonde trasformazioni sociali.
Krummenacher ha menzionato il dissolversi delle relazioni sociali tradizionali, l’esclusione dallo sviluppo di intere regioni del pianeta e l’accentuarsi del fossato tra ricchi e poveri. Queste sfide vanno affrontate con nuovo slancio, nel segno di una solidarietà mondiale: non dovessimo riuscirci, ha ammonito, l’umanità è destinata ad estinguersi.
Che Caritas abbia una certa età, lo si vede già dal nome, ha aggiunto Leuenberger: fosse fondata oggi, si chiamerebbe probabilmente «www.help» e non porterebbe certo il nome di una lingua dell’età classica. La nascita della Caritas nella Confederazione fu una risposta agli stravolgimenti causati dall’industrializzazione. Papa Leone XIII nell’enciclica «Rerum novarum» del 1891 aveva del resto gettato le basi per un’attivismo sociale dei cattolici.
La sezione svizzera vide la luce nel 1901 a Beckenried, nel canton Nidvaldo: i fondatori, tra i quali va ricordato il cappuccino Rufin Steimer, posero quale scopo «la promozione dell’amore cristiano del prossimo». L’associazione conobbe uno «sviluppo gigantesco» – si legge nel sito internet – con l’attività in favore delle vittime del secondo conflitto mondiale. Negli anni Cinquanta si gettarono poi le basi della cooperazione con il Terzo mondo.
Oggi, a livello nazionale, Caritas Svizzera, in collaborazione con 16 sezioni regionali, si concentra soprattutto sull’aiuto ai disoccupati e ai «nuovi poveri». Su mandato della Confederazione, Caritas accompagna richiedenti l’asilo e rifugiati riconosciuti. All’estero, l’organizzazione interviene in oltre 50 paesi con programmi di aiuto allo sviluppo e azioni urgenti.
Animata da quattro compagnie di danza, la serata del giubileo è stata onorata dalla partecipazione del presidente di Caritas internazionale, l’arcivescovo libanese Fouad El-Hage.
swissinfo e agenzie
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