Società e lavoro: le preoccupazioni di riformati e cattolici
Nel 1998 le chiese svizzere lanciarono un consultazione ecumenica sul tema «Quale futuro vogliamo costruire?». I risultati sono stati presentati martedì a Berna. Fra le oltre mille risposte emerge soprattutto la preoccupazione per le questioni sociali.
Ora i responsabili della Chiesa cattolica e delle chiese riformate in Svizzera, vogliono trarre le conseguenze dal risultato della consultazione e rafforzare il loro ruolo sociale in Svizzera. I punti forti del loro impegno per i prossimi anni saranno pubblicati in occasione del Digiuno federale 2001.
Il messaggio non s’ispirerà solo al Vangelo, ma soprattutto terrà conto del migliaio di risposte ricevute nell’ambito della consultazione ecumenica. Degrado del clima sociale e sconvolgimenti nel mondo del lavoro sono le preoccupazioni citate più spesso. Non sono certamente le Chiese a dover dire come deve funzionare l’economia, ma secondo il presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) Amédée Grab, «esse possono avere un ruolo nel modo in cui si organizza la vita».
Le Chiese possono aiutare a ritrovare un accordo sui valori essenziali della società minacciati dai cambiamenti sociali e politici, ha aggiunto Thomas Wipf, presidente del Consiglio della Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera (FCES). Questi valori non devono essere imposti, ma scaturire da un dialogo.
Il valore principale attorno al quale tutto dovrebbe gravitare è la supremazia dell’essere umano su tutti gli obblighi, economici o sociali, ha detto Amédée Grab riferendosi alle risposte raccolte dalla consultazione. Ma questi valori devono venir trasmessi: ecco perché educazione e formazione sono estremamente importanti.
Non tutti, ha aggiunto, «desiderano che le Chiese si impegnino sul piano politico e sociale, a parte il sostegno alle persone bisognose». Alcuni pensano invece che dovrebbero piuttosto concentrarsi sulla missione religiosa.
Altri mettono in dubbio la credibilità delle Chiese. Vorrebbero una maggior coerenza con le idee che difendono, per esempio nella veste di datore di lavoro o nei riguardi delle donne attive all’interno della Chiesa. Alcuni s’interrogano pure sulla pratica della democrazia nelle Chiese e sulla loro politica d’investimenti finanziari.
swissinfo e agenzie
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