Terremoto in Colombia, salgono ad almeno 82 i morti
Il bilancio delle vittime continua a salire dopo il potente terremoto che ha colpito la Colombia occidentale: sono stati confermati almeno 82 decessi.
(Keystone-ATS) La provincia di Risaralda, nella regione colombiana produttrice di caffè, è stata la più colpita, con il governatore Juan Diego Patino che ha riportato 42 vittime.
Il governo di Abelardo De La Espriella, insediatosi come presidente solo pochi giorni fa, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per coordinare le operazioni di soccorso.
Dal canto suo, il direttore dell’Ospedale Universitario del Valle, nella città di Cali, dove il terremoto ha provocato il crollo di un’intera ala dell’ospedale e si teme per la sorte di bambini intrappolati ha fatto un primo bilancio provvisorio: “In questo momento sappiamo che ci sono almeno 10 persone intrappolate e possiamo confermare almeno un morto, ma temiamo che possano essere forse cinque”.
Secondo quanto si osserva dalle immagini televisive sono collassati almeno quattro piani di un settore dell’ospedale. “Il crollo interessa il 30% della struttura e in particolare l’ala pediatrica e di terapia intensiva”, ha confermato il dr. Irne Torres a Radio Caracol, parlando di “un dramma nel dramma” provocato dal sisma. “Non possiamo ricevere altri pazienti e abbiamo bisogno di sangue, il 100% dei ricoverati sono stati sfollati nei giardini perché l’intera struttura è danneggiata, si tratta di un’emergenza assoluta”, ha aggiunto.
Torres ha riferito inoltre di danni anche alla struttura ospedaliera associata nel municipio di Cartago, un municipio più vicino all’epicentro del terremoto a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocò. “Anche lì ci segnalano il crollo di una parte dell’edificio”, ha detto.
Zona altamente sismica
La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica.
Il Paese registra una media di 50’000 terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all’uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L’epicentro del terremoto di oggi si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l’Oceano Pacifico.
Proprio in quest’area si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti: nel 1999, un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia, quasi alla stessa latitudine ma nella Cordigliera Centrale, causando ingenti danni e quasi 1’000 vittime. Nel 1983, Popayán, nella Cordigliera Occidentale e più a sud, fu colpita da un terremoto che provocò 287 morti.