TPF: crediti in Mozambico, procedura contro UBS archiviata
Le procedura contro UBS in un caso di crediti concessi in Mozambico, che riguardava in primo luogo Credit Suisse, è stata archiviata dal Tribunale penale federale (TPF). I giudici hanno stimato che la responsabilità non va trasferita a UBS.
(Keystone-ATS) Secondo il TPF, lo stralcio di Credit Suisse dal registro di commercio ha condotto alla fine della sua persona giuridica. Questo ha un impatto anche sul diritto penale e la responsabilità in questo senso non può quindi essere trasferita a UBS, nonostante l’acquisizione. Ai giudici di Bellinzona non è quindi rimasto che archiviare il caso.
Oltre a questo, nella decisione di archiviazione pubblicata oggi viene spiegato che UBS non poteva esercitare alcuna influenza sui processi organizzativi di Credit Suisse all’epoca dei fatti, in particolare in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro.
Il caso risale al periodo 2013-2014, quando Credit Suisse aveva concesso crediti ad aziende pubbliche in Mozambico. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva sostenuto che i fondi utilizzati per il rimborso fossero di origine delittuosa.
Il MPC aveva anche riscontrato carenze organizzative in seno alla banca, che nel 2016 non avevano permesso di impedire atti legati al riciclaggio di denaro.
Accusa di riciclaggio
I capi d’accusa, come detto, prendevano di mira UBS dopo la fusione con Credit Suisse, e facevano leva sulla responsabilità nei casi di riciclaggio. Secondo il MPC, UBS poteva essere considerata responsabile delle carenze organizzative di Credit Suisse dopo l’acquisizione.
Come noto, la fusione fra i due giganti è avvenuta nel marzo 2023. In seguito, UBS è stata al centro di diverse cause che erano in primo luogo destinate a Credit Suisse.
Nella vicenda in questione, i crediti in Mozambico ammontavano a oltre 2 miliardi di dollari, ed erano stati accordati a tre imprese statali. Il denaro doveva servire a costruire una flotta di navi per la pesca al tonno. Nella vicenda si sono anche registrati casi di corruzione.
(Decisione dell’8 aprile 2026, caso SK.2025.57b)