Truppe di terra israeliane entrano in Libano
L'esercito israeliano (IDF) è entrato nel Libano meridionale via terra conquistando diversi punti nelle vicinanze, nell'ambito del piano per rafforzare la difesa del fronte. Lo riferisce il portavoce dell'esercito.
(Keystone-ATS) L’agenzia governativa libanese NNA riferisce che le forze di terra israeliane avanzano all’interno di quel che resta delle località dell’estremo sud del Libano, già distrutte da Israele nella guerra del 2024 e nel corso del 2025. Secondo le informazioni sul terreno, i militari israeliani si muovono su diverse direttrici nei vari settori della fascia di territorio più vicina alla linea di demarcazione tra i due paesi.
Secondo il portale israeliano Ynet, che cita un testimone oculare sentito dalla Reuters, l’esercito libanese si è ritirato da almeno sette posizioni in prima linea lungo il confine con Israele. Mentre il quotidiano libanese “L’Orient Le Jour”, citando media locali, riferisce che l’Unifil, la forza di interposizione dell’ONU nel Paese dei Cedri, ha chiesto al suo personale non essenziale di evacuare le sue posizioni nel Libano meridionale.
“L’IDF sta operando oltre i cinque punti ancora sotto controllo israeliano dal cessate il fuoco del 2024″, ha detto Shoshani. ”Hezbollah ha sparato ininterrottamente nelle ultime 24 ore. C’è una minaccia concreta di infiltrazioni e non intendiamo che si replichi la situazione di un anno e mezzo fa in cui le proxy iraniane in Libano sparavano alla nostra popolazione civile da postazioni nel sud del Libano. Non intendiamo correre nessun rischio per la nostra popolazione”.
Secondo quanto riferisce l’emittente tv libanese LBC, nel sud del Libano è pure in corso una serie di raid aerei e di artiglieria israeliani. L’azione – viene aggiunto – è diretta lungo tutto la fascia più vicina alla linea di demarcazione tra i due paesi.
Attacchi aerei nel sud e a Beirut
Da parte sua l’IDF ha affermato a metà mattinata che l’aeronautica militare israeliana ha completato poco fa un’ondata di attacchi aerei contro le risorse militari di Hezbollah a Beirut. Gli attacchi hanno colpito depositi di armi, centri di comando e apparecchiature di comunicazione satellitare appartenenti alla divisione di intelligence dell’organizzazione. Intanto i media libanesi hanno riferito che gli studi del canale televisivo di notizie di proprietà di Hezbollah, al-Manar, sono stati presi di mira.
Il ministro israeliano della difesa Israel Katz ha dichiarato che l’avanzata dell’IDF nel Libano meridionale ha lo scopo di impedire il “fuoco diretto” sulle comunità israeliane. “Per impedire la possibilità di attacchi diretti contro le comunità israeliane, il primo ministro Benyamin Netanyahu e io abbiamo autorizzato l’IDF ad avanzare e a mantenere ulteriore territorio dominante in Libano e a difendere da lì le comunità di confine”, ha detto. “L’IDF continua a operare contro gli obiettivi di Hezbollah in Libano. L’organizzazione terroristica sta pagando e pagherà un prezzo elevato per il fuoco contro Israele”, ha aggiunto.
Stamani Hezbollah ha affermato di aver preso di mira tre basi militari israeliane in risposta agli attacchi contro le roccaforti del gruppo. “In risposta alla criminale aggressione israeliana contro decine di città e paesi libanesi”, i combattenti di Hezbollah hanno preso di mira con droni la base aerea di Ramat David e la base di Meron nel nord di Israele, ha affermato il gruppo sostenuto dall’Iran in diverse dichiarazioni, aggiungendo di aver anche preso di mira una base sulle alture del Golan con un bombardamento di razzi. Secondo l’IDF, oggi Hezbollah ha lanciato più di una dozzina di razzi e diversi droni contro Israele.
Ucciso comandante della forza Quds di Hezbollah
L’IDF riferisce che la Marina israeliana ha ucciso ieri a Beirut Reza Khuza’i, il comandante della Forza Quds di Hezbollah, che ricopre anche la carica di capo di Stato maggiore del Corpo d’armata libanese.
Khuza’i è era considerato un fattore chiave nel rafforzamento del potere di Hezbollah. Era responsabile delle relazioni tra Hezbollah e l’Iran, e in particolare del collegamento tra le esigenze dell’organizzazione terroristica di Hezbollah e le risorse fornite dall’Iran. Ha contribuito a stabilire rotte per il trasferimento di armi dall’Iran al Libano e a supportare i piani di produzione di armi di Hezbollah sul suolo libanese.