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Duecentocinquanta persone finite agli arresti, mentre di altre 44 non si ha notizia: è il bilancio del partito leader della opposizione sciita nel Bahrein, il Wefaq, dopo il giro di vite da parte delle forze dell'ordine intervenute a reprimere le proteste di piazza nei giorni scorsi.

Secondo il partito molti degli arrestati, per lo più sciiti, e spesso neppure militanti, sono stati fermati ai checkpoint o nel corso di raid mirati, nelle abitazioni. Alcune famiglie hanno denunciato la scomparsa di parenti, e diverse persone date per scomparse sono risultate poi morte, in circostanze non chiarite.

"Noi abbiamo conferma di 250 arresti e 44 persone risultano disperse, anche se si tratta di un numero che oscilla, perché alcuni si rifanno vivi dopo essersi nascosti dalla polizia", ha detto Ibrahim Mattar, esponente del partito. "Fra le sole giornate di ieri e oggi abbiamo avuto segnalazioni da 35 famiglie, che hanno denunciato di aver perso le tracce di loro congiunti dopo il passaggio ai checkpoint - ha aggiunto -. Non abbiamo idea di cosa sia accaduto a queste persone perché il governo non lo dice. In queste condizioni dobbiamo sperare che siano state arrestate". Le autorità del Bahrein non sono state accessibili, per commentare i numeri dati da Wefaq.

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SDA-ATS