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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,88%

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2010 - 17:40
(Keystone-ATS)

ZURIGO - Dopo aver aperto in solido rialzo la borsa svizzera ha continuato a perdere terreno per tutta la giornata, chiudendo in negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6532,64 punti (-0,88% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI è sceso dello 0,74% a 5824,16 punti.
I mercati europei hanno inizialmente accolto in modo favorevole la notizia che l'Irlanda ha accettato di chiedere l'aiuto internazionale per far fronte alle sue difficoltà finanziarie: poi però si è di nuovo fatto strada il nervosismo e la paura per la solidità delle banche, con lo scivolone di Bank of Ireland, crollata di oltre 20%. I rischio debito degli altri paesi cosiddetti periferici dell'eurozona - Grecia, Portogallo, Spagna e Italia - è continuato intanto a salire, sebbene Lisbona abbia fatto sapere di non necessitare di alcun sostegno.
Sul fronte interno vendite si segnalano su UBS (-2,07% a 16,10 franchi) e Credit Suisse (-2,05% a 40,l4 franchi), che pure avevano avviato le contrattazioni in modo positivo sulla scia dell'aiuto che si sta delineando per Dublino; il terzo bancario di peso, Julius Bär (-1,84% a 38,91 franchi), ha resistito più a lungo, ma poi è stato trascinato dalla corrente generale. Debole è apparso anche il comparto assicurativo, con Swiss Re (-1,30% a 49,40 franchi) e Zurich (-0,59% a 236,60 franchi).
Hanno invece tenuto le posizioni i difensivi Nestlé (-0,18% a 55,45 franchi) e soprattutto Novartis (-0,36% a 56,10 franchi), aiutata forse dalle voci - peraltro smentite - che la vogliono sul punto di intraprendere una ristrutturazione in "stile" Roche (-1,44% a 143,40 franchi).
Fra i titoli più legati alla congiuntura Holcim (-0,45% a 66,45 franchi), grazie a una raccomandazione di Merrill Lynch, ha perso meno di ABB (-1,66% a 20,10 franchi) e soprattutto di Lonza (-4,31% a 80,00 franchi). Con il passare delle ore qualche nuvola si è addensata anche sul segmento del lusso, con Richemont (+0,55% a 54,50 franchi) che è si è però ripresa, chiudendo un passo davanti a Swatch (-0,48% a 392,10 franchi).
Inizialmente sotto forte pressione, dopo i guadagni delle scorse sedute, Actelion (-1,59% a 55,55 franchi) si è stabilizzata, ma è poi tornata a scendere: contrariamente a quanto alcuni si attendevano nel fine settimana non è giunta alcuna proposta di acquisizione. Sempre molto volatile si è mostrata Transocean (-1,47% a 66,90 franchi), molto richiesta in apertura di giornata.
Nel mercato allargato balzo di Comet (+8,18% a 205,00 franchi), che venerdì ha pronosticato un forte aumento delle vendite future.

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