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Crisi: Grecia; misure per 4,8 mia., Papandreou, adesso piano Ue

ATENE - Il governo greco ha oggi annunciato "misure aggiuntive" per risanare i conti pubblici, del valore di 4,8 miliardi di euro, che colpiscono duramente salari e pensioni. Il premier Giorgio Papandreou ha avvertito che "adesso tocca all'Europa", facendo intravedere l'ipotesi di un ricorso al Fondo monetario internazionale (Fmi).
Le misure, comprendono il taglio della quattordicesima (60%) e della tredicesima mensilità (30%), nuova riduzione delle indennità salariali (complessivamente 12%), congelamento delle pensioni (che si aggiunge a quella di tutti i salari pubblici già annunciata) e aumento dell'Iva (dal 19% al 21%), eliminazione di tutti i bonus agli alti funzionari e manager, aumento delle imposte su alcool (+20%), sigarette (+65%), benzina (8 centesimi in più al litro), gasolio (3 centesimi) e beni di lusso (fra cui yacht, auto di grossa cilindrata, gioielli).
Durante il consiglio dei ministri che ha deciso le misure, Papandreou ha detto: "noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, adesso tocca all'Europa". E, ipotizzando indirettamente ma chiaramente un ricorso all'Fmi, ha aggiunto: "se la risposta dell'Europa non sarà all'altezza delle aspettative, non saremo più in grado di finanziarci sul mercato a tassi di interesse così elevati".
Il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker ha accolto positivamente l'annuncio: "l'ambizioso programma greco per correggere gli squilibri di bilancio è ora credibilmente in carreggiata", aggiungendo che i paesi di Eurolandia sono "pronti a intraprendere un'azione determinata e coordinata, se necessario, per salvaguardare la stabilità finanziaria dell'intera zona euro".

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