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Italia, Berlusconi accelera

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2011 - 21:12
(Keystone-ATS)

Il governo Berlusconi accelera. Non si può più attendere per varare le misure di contrasto all'emergenza economica. Le parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta nel corso dell'incontro con le parti sociali danno il senso dell'urgenza: in pochi giorni "tutto è precipitato", tanto che il governo "sta valutando tutte le ipotesi". Servono "scelte rapide e coerenti".

Tanto rapide che Silvio Berlusconi annuncia un consiglio dei ministri straordinario per un decreto ad hoc. Riunione che si terrà entro il 18, spiega il premier. Forse anche prima. Sono intervenuti fatti, dopo l'incontro di giovedì scorso -sottolinea il presidente del Consiglio alle parti sociali- che costringono a riflettere insieme. I temi dell'agenda restano validi". Il Cavaliere conferma gli impegni assunti la scorsa settimana e garantisce: faremo presto e bene. E il ministro dell'Economia Giulio Tremonti avverte: la manovra deve essere ristrutturata. Per il ministro, le misure dovranno portare il rapporto deficit-pil all'1,5-1,7% nel 2012 per arrivare al 2013 al pareggio di bilancio.

Dall'opposizione arriva l'invito a fare "gesti concreti". Il vicesegretario del Pd Enrico Letta chiede al governo di essere "serio". Anche Antonio Di Pietro assicura responsabilità da parte del suo partito, l'Italia dei valori, ma dice no a misure che colpiscano i più deboli. E sulle misure da adottare arriva l'altolà della Lega sia a toccare le pensioni sia a qualsiasi tipo di patrimoniale. Il Terzo polo chiede che Berlusconi riferisca domani, insieme a Giulio Tremonti, davanti alle commissioni congiunte di camera e senato. In serata, a Palazzo Grazioli, c'è stato il vertice tra il premier e Umberto Bossi, presente il ministro dell'Economia.

La linea della Lega la esprime Marco Reguzzoni. Le pensioni non si toccano e di patrimoniale non se ne parla, ammonisce il capogruppo del Carroccio alla Camera. "Escludo qualsiasi tipo di patrimoniale", dice. E ancora: "Ridurre il deficit è giusto e doveroso" per non lasciare il debito in eredità "alle nuove generazioni. Ma a pagare non devono essere i pensionati" nè tantomeno "le realtà produttive del Paese. La manovra deve essere equa".

In una lunga riunione anche il Pd mette a punto la strategia in vista dell'informativa di Tremonti al Parlamento, domani. "Noi siamo qui perchè vogliamo contribuire a salvare il Paese in questo momento così drammatico, in spirito di coesione nazionale come ha detto il capo dello Stato. Non come ha fatto stasera il governo con le parti sociali con vaghi principi", dice Enrico Letta.

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