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L'UDC continua la sua lotta contro Schengen

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 dicembre 2010 - 16:17
(Keystone-ATS)

BERNA - Da due anni la Svizzera fa parte di Schengen. Per l'Unione democratica di centro (UDC) il bilancio è complessivamente negativo. Adesso il partito rivendica nuove trattative affinché la Svizzera possa in particolare controllare da sola le sue frontiere, hanno affermato oggi a Berna rappresentanti del partito nel corso di una conferenza stampa.
"Con Schengen la sicurezza non è aumentata, ma diminuita", ha affermato il presidente Toni Brunner. Per l'UDC "Schengen è un disastro" e "un'illusione sempre più cara". Inoltre, negli ultimi due anni, il numero delle persone illegali e dei turisti criminali entrati in Svizzera non è diminuito, ma aumentato, hanno aggiunto.
Per questo il partito auspica nuovi negoziati rifacendosi all'esempio di Gran Bretagna e Irlanda. Questi due paesi collaborano con Schengen, ma mantengono il controllo delle loro frontiere e dei visti. Hanno dimostrato che è perfettamente possibile cooperare nel campo della giustizia e della polizia senza sottostare ad un trattato "indegno di uno stato libero e sovrano", ha affermato Toni Brunner davanti alla stampa.
Adesso l'UDC dà un anno di tempo al Consiglio federale per avviare i passi necessari. Se non si troverà una soluzione soddisfacente, dovrebbe essere chiesta una denuncia pura e semplice dell'accordo.

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