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USA: Obama scivola su economia, 50% lo disapprova; NYT

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2011 - 20:27
(Keystone-ATS)

Il presidente Barack Obama scivola sull'economia e perde terreno. Secondo un sondaggio del New York Times, il tasso di disapprovazione di Obama è salito al 50%, con il 57% degli americani che non condividono la gestione dell'economia da parte del presidente. Il 43%, ovvero il 12% in più rispetto a giugno, ritiene che l'economia stia peggiorando, e solo il 23% valuta che il paese si stia muovendo nella giusta direzione. Il 48% degli interpellati ritiene che l'economia scivolerà in recessione nei prossimi mesi e il 5% ritiene che già sia in contrazione.

Il tasso di approvazione di Obama è al 43%, un livello maggiore di Jimmy Carter, che ha aveva un tasso del 31% nello stesso momento della presidenza, ma più basso di Ronald Reagan, 46%, e George W. Bush, 70%."L'appoggio al presidente è sceso ai minimi fra molte delle classi di suoi elettori, dalle donne agli studenti di college. E gli sforzi del presidente nell'ultimo anno per conquistare gli indipendenti non sembrano aver dato frutti, con il 59% che è gli è contrario" riporta il New York Times.

Il sondaggio è stato condotto nell'ultima settimana su un campione di 1.452 americani, di cui 1.356 iscritti a votare. I due terzi degli americani ritengono che Obama non abbia fatto progressi per risolvere i problemi dell'economia, anche se la maggioranza valuta che un presidente non possa fare molto per farlo. Gli americani promuovono il piano sul lavoro di Obama e sono convinti che gli sgravi fiscali per le famiglie e le imprese e il miglioramento della rete infrastrutturale aiuteranno a creare occupazione.

Ma i due terzi degli interpellati non ha fiducia nel Congresso e dubita che repubblicani e democratici siano in grado di raggiungere un accordo sul pacchetto di rilancio del mercato del lavoro. Gli americani in generale nutrono sfiducia nel Congresso, per il quale il tasso di approvazione è ai minimi storici, con il 19% che approva i repubblicani e il 28% i democratici. Obama riceve un appoggio anche sul piano di riduzione del debito che, secondo la maggioranza degli interpellati, deve includere un mix di aumenti delle tasse e tagli alle spese.

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