Ucraina: spartiamoci paese, la proposta di Putin a Varsavia
(Keystone-ATS) Vladimir Putin cercò di coinvolgere Varsavia in un piano che prevedeva la spartizione dell’Ucraina tra Russia e Polonia. A raccontarlo è l’ex ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sirkoski, nel corso di un lungo colloquio sul magazine online statunitense “Politico” in cui emerge come la crisi ucraina sia servita al Cremlino per rafforzare la sua “dittatura” sul piano interno.
Era il 2008, e l’allora premier di Varsavia, Donald Tusk, fece un viaggio a Mosca pochi giorni prima di assumere la presidenza di turno dell’Unione europea. Il Cremlino – racconta Sirkoski – “voleva che partecipassimo alla divisione dell’Ucraina. Questi erano i segnali che ci inviavano. È stata una delle prime cose che Putin disse al mio primo ministro”. Insomma, una proposta che ricorda molto da vicino il famigerato patto Molotov-von Ribbentrop dell’agosto del 1939, quando Hitler e Stalin si spartirono proprio la Polonia.
L’idea dello “zar” del Cremlino – e questo non era un segreto – è sempre stata che l’Ucraina è uno Stato artificiale, sottolinea Sirkoski, che spiega come Putin insisteva sul fatto che la città di Lwow, per esempio, era polacca. “Fortunatamente Tusk non rispose”, ricorda ancora l’ex ministro degli esteri polacco: “Sapeva che quel colloquio era registrato”.