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Unifil, ‘ucciso un casco blu in un’esplosione nel sud del Libano’

Keystone-SDA

Un peacekeeper dell'Unifil è stato ucciso la scorsa notte dall'esplosione di un proiettile all'interno di una postazione della Forza Onu nel Libano meridionale vicino ad Adchit Al Qusayr, mentre un secondo casco blu è rimasto gravemente ferito.

(Keystone-ATS) Lo ha reso noto la stessa missione delle Nazioni Unite in una dichiarazione. La vittima era indonesiana, hanno precisato le autorità di Giacarta.

L’Unifil ha espresso “le più profonde condoglianze” alla famiglia, agli amici e ai colleghi del casco blu morto “mentre portava coraggiosamente a termine i suoi compiti”, aggiungendo che i suoi “pensieri e le sue speranze” sono anche rivolti al militare ferito, attualmente ricoverato in ospedale in gravi condizioni.

La missione ha precisato di non conoscere per il momento l’origine del proiettile e di avere avviato un’indagine per chiarire tutte le circostanze dell’accaduto.

Nel comunicato, l’Unifil ha rivolto un nuovo appello a “tutti gli attori” affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, “astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i peacekeeper”.

La missione ha inoltre ricordato che gli “attacchi deliberati” contro i peacekeeper costituiscono “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza” e “possono equivalere a crimini di guerra”.

“Su entrambi i lati della Blue Line sono già state perse troppe vite in questo conflitto”, ha aggiunto ancora l’Unifil, ribadendo che “non esiste una soluzione militare” e che “la violenza deve finire”.

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