UPI: rischio incidenti gravi 60 volte maggiore in moto che in auto
Il rischio di subire un incidente grave in motocicletta è fino a 60 volte maggiore rispetto a quello che si corre in automobile.
(Keystone-ATS) Lo indica un rapporto pubblicato oggi dall’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), secondo cui oltre a provvedimenti “incisivi” da parte della autorità si impone anche un maggiore uso delle protezioni personali da parte dei centauri, oggi chiaramente insufficiente soprattutto in Ticino.
Il documento, intitolato Dispositivi di protezione individuale per i motociclisti (disponibile solo in tedesco), riporta prima di tutto i dati sull’incidentalità. Con le motociclette vengono percorsi solo il 3% dei chilometri dell’intero traffico stradale motorizzato, ma il 27% di tutti gli “incidenti stradali gravi” riguarda motociclisti.
Questi sinistri non sono generalmente riconducibili a un solo fattore. Per migliorare la sicurezza stradale, per l’UPI sono quindi necessarie misure efficaci su più livelli. Gli enti pubblici dovrebbero ad esempio agire sull’infrastruttura stradale. Occorrono protezioni antincastro per i guardrail e una migliore evidenziazione delle curve con frecce direttrici; controlli preventivi della velocità sui tratti stradali con un’elevata frequenza di incidenti; sensibilizzazione e formazione; e aumento a 18 anni, come in un recente passato, del limite di età per le motociclette da 125 centimetri cubi.
Il Consiglio federale su quest’ultima misura, che l’UPI aveva già chiesto, è stato più volte interpellato lo scorso anno. Per l’esecutivo non c’è urgenza: intende avviare nel corso del 2027 una procedura di consultazione sulle proposte di revisione della normativa attualmente vigente. Secondo dati dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) del marzo 2025, il numero di incidenti gravi fra i motociclisti in sella a mezzi da 125 centimetri cubi nella fascia di età tra i 16 e i 17 anni è più che raddoppiato tra il 2021 e il 2023.
Nel rapporto odierno l’UPI insiste, accanto a quello degli enti pubblici, sul ruolo centrale della responsabilità individuale dei centauri, che non fanno sufficientemente uso delle protezioni personali.
Casco, giacca con protezioni, altre protezioni e stivali robusti riducono in modo significativo il rischio di lesioni, ma non vengono sempre indossati. Il problema, che si manifesta soprattutto in caso di temperature elevate o di tragitti brevi, è nazionale, ma più grave nella Svizzera latina. In quella tedesca solo circa la metà dei motociclisti indossa le protezioni, in Romandia il dato scende al 43% e in Ticino al 33%. Per quanto riguarda scooter e motociclette di piccola cilindrata, questa quota è nettamente inferiore al 10% (dato nazionale).
“La scelta di non utilizzare (le protezioni) non è tanto una questione di conoscenza, quanto piuttosto il risultato di fattori psicologici e situazionali”, tra cui l’UPI nel rapporto indica anche le norme sociali.