USA: cresce fronda anti-guerra, Senato vota sullo stop a Trump
I repubblicani del Senato americano si avviano a bocciare oggi la risoluzione sui poteri di guerra sostenuta dai democratici che impedirebbe al presidente Donald Trump di continuare la sua guerra all'Iran, in uno scenario di crescente insofferenza.
(Keystone-ATS) John Thune, il leader della maggioranza, ha sostenuto che il presidente sta “agendo nel migliore interesse della nazione”, negli sforzi di placare i malumori alimentati sia dalle notizie dei primi caduti americani sia dai timori di una tempistica incerta e sia, più in generale, da un Congresso relegato a un inedito ruolo notarile dal decisionismo dell’amministrazione Trump 2.0.
I democratici hanno condannato il presidente per aver ordinato una campagna aerea contro l’Iran senza il permesso preventivo al Congresso, offrendo poi spiegazioni variabili sui suoi reali obiettivi.
La risoluzione sui poteri di guerra presentata dai democratici Tim Kaine, Adam Schiff e Chuck Schumer (leader della minoranza), imporrebbe la fine della partecipazione degli USA alle ostilità e obbligherebbe Trump a presentarsi al Congresso prima di rientrare in guerra.
“Non dovremmo essere in guerra senza un dibattito e un voto. Questo era ciò che intendevano i padri fondatori e chiarisce la nostra Costituzione”, ha osservato Kaine. “Proteggiamo le nostre truppe quando lo facciamo nel modo giusto. Le mettiamo a rischio quando lo facciamo nel modo sbagliato. Il rischio che non passi? Almeno avremo avviato e e sollevato il dovuto dibattito”.
L’iniziativa richiederà 50 voti per essere approvata: tra i 47 democratici, John Fetterman, senatore della Pennsylvania, ha detto che si opporrà, il che significa che ci vorrà il sostegno di almeno cinque repubblicani perché l’azione vada a buon fine.