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Usa: 14 anni fa spinse donna sotto metrò New York, basta morti così

(Keystone-ATS) Basta morti sotto la metro. Servono leggi più dure. All’indomani dell’ennesima tragedia nella metropolitana di New York – dove una donna ha spinto un uomo sui binari all’arrivo del treno – a lanciare l’appello è colui che 14 anni fa sconvolse l’America con il suo folle gesto.

Era il 3 gennaio 1999 e Andrew Goldstein, malato di schizofrenia, gettò sotto un treno a Manhattan la trentaduenne Kendra Webdale, fotografa e aspirante sceneggiatrice. Un episodio che portò a una forte reazione dell’opinione pubblica, tando che pochi mesi dopo fu varata una legge che porta proprio il nome della donna. Legge che prevede cure obbligatorie per le persone malate di mente ritenute più pericolose per gli altri e per sè stesse, ma che oggi – dopo due morti in meno di un mese sotto la metro di New York – torna a far discutere per la sua inefficacia.

“Bisogna rivedere le norme”, dice Goldstein, oggi 41 anni, in una intervista esclusiva al New York Post dal carcere in cui si trova. È la prima rilasciata dall’uomo dopo l’omicidio di Kendra che gli è costato 23 anni di prigione. “Quando ho sentito alla radio l’ultimo episodio di una donna che ha spinto un uomo sui binari non potevo crederci”, afferma, sottolineado come non ci sono alternative alla ospedalizzazione e alla cura di persone con gravi problemi mentali come lui.

Goldstein si fa dunque portavoce di buona parte dell’opinione pubblica che – sconvolta dagli ultimi episodi accaduti nella Grande Mela – torna a chiedere un inasprimento della ‘Kendra Law’ che – affermano i detrattori – “lascia per strada” ancora troppe persone pericolose. E anche coloro che hannno subito un trattamento – denunciano in molti – una volta usciti non vengono più seguiti, senza che siano nemmeno avvertite le autorità sanitarie locali.

Intanto, mentre la polemica infuria, i milioni di pendolari della metro newyorkese oggi hanno un po’ più paura.

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