Venezuela: diminuisce fame ma resta allarme per donne e bambini
In Venezuela diminuisce la fame, ma permangono gravi criticità nutrizionali che colpiscono soprattutto donne e bambini. È quanto emerge dal rapporto su Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2026, pubblicato da Fao, Ifad, Unicef, Pam e Oms.
(Keystone-ATS) Secondo il rapporto, la quota di persone che soffrono di sottoalimentazione nel Paese è scesa dal 7,8% del periodo 2004-2006 al 5,3% nel triennio 2023-2025, pari a 1,5 milioni di persone.
Nonostante il miglioramento, il dato resta superiore alla media del Sud America. La Fao sottolinea tuttavia che il calo della fame non si traduce automaticamente in un miglioramento dello stato nutrizionale della popolazione.
Tra gli indicatori più preoccupanti figura l’anemia tra le donne in età fertile, aumentata dal 19,1% nel 2012 al 25,2% nel 2023, un valore superiore alla media dell’America Latina e dei Caraibi. Inoltre, solo il 63,1% delle donne venezuelane raggiunge la diversità alimentare minima raccomandata.
Tra i bambini, il rapporto stima che circa 200’000 soffrano ancora di ritardo della crescita legato a carenze nutrizionali croniche, mentre il basso peso alla nascita interessa il 9,3% dei neonati.
Il documento evidenzia inoltre significative lacune nei dati disponibili. Il Venezuela è infatti tra i pochi Paesi dell’America Latina per i quali non sono disponibili stime ufficiali sulla sicurezza alimentare basate sull’esperienza delle famiglie né sul costo di una dieta sana, limitando così una valutazione completa della situazione e la definizione di politiche pubbliche mirate.