Vertenza fiscale, commissione Nazionale non entra in materia
(Keystone-ATS) La commissione dell’economia e tributi del Nazionale (CET-N) raccomanda al plenum la non entrata in materia in merito alla legge federale urgente presentata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano. Il risultato, come indicato stasera ai media dal presidente della CET Christophe Darbellay (PPD/VS) alla fine di 8 ore di discussioni, è stato abbastanza netto: 16 a 9.
Il Nazionale affronterà la legge urgente il 18 di giugno prossimo, ha ricordato il presidente del PPD. “Nonostante il risultato è tuttavia possibile che si verifichi anche una sorpresa durante la discussione in aula”, ha detto Darbellay, facendo riferimento al voto positivo del Consiglio degli stati che mercoledì ha approvato la legge.
Il motivo di questo cauto ottimismo è presto detto: la commissione ha approvato due mozioni con cui, da un lato, s’invita il Consiglio federale ad ancorare in una legge separata le disposizioni volte a proteggere collaboratori e terzi in caso di trasmissione dei dati e sono due mozioni e, dall’altra, a punire i manager resisi colpevoli di cattiva gestione. Quest’ultima mozione è già stata adottata dagli Stati.
Stando a Darbellay, il fatto che queste due proposte siano state accettate dimostra che vi è la volontà, anche tra chi ha votato contro l’entrata in materia, di migliorare la legge. “Non è detto che entro martedì queste persone cambino idea”, ha sottolineato il Vallesano.
“Se poi il plenum dovesse entrare in materia nonostante le raccomandazioni della sua commissione, la CET-N tornerebbe ad occuparsi della legge nei particolari martedì pomeriggio”, ha aggiunto Darbellay.
Stando a consigliere nazionale, le deliberazioni in seno alla commissione si sono svolte in un clima costruttivo. Rispetto agli Stati, le divisioni partitiche-ideologiche sono affiorate più chiaramente.
In totale, la commissione ha convocato una trentina di attori della piazza finanziaria elvetica. Durante la seduta odierna sono stati sentiti vari esperti, tra cui alcuni professori di diritto, il preposto alla protezione dei dati Hans-Peter Thür, come anche il CEO di Raiffeisen Pierin Vincenz.
Quest’ultimo, ha spiegato Darbellay, si è detto a favore della legge, considerata il male minore. In generale, ha aggiunto il consigliere nazionale vallesano, la pensano così anche i fautori della legge urgente in commissione. A loro parere si sottovaluta la serietà della situazione.
Di diverso avviso, invece, chi ha votato contro l’entrata in materia. In generale, ha illustrato Darbellay, “a dare fastidio nella legge urgente è la retroattività di alcuni suoi aspetti, il fatto che sospenda la protezione dei dati per alcune categorie di persone, e che non regoli definitivamente la vertenza fiscale con gli Stati Uniti”. Inoltre, se approvata tale legge costituirebbe secondo alcuni un precedente pericoloso che potrebbe spingere altri Paesi a formulare alla Confederazione richieste analoghe a quelle del fisco americano.
Una parte dei commissari, ha aggiunto il presidente del PPD, ha poi contestato la necessità di ricorrere a una legge urgente, come anche l’assenza di informazioni esaurienti da parte delle autorità “Ancora non si conosce l’ammontare della multa che le banche finite nel mirino del fisco americano potrebbero dover pagare”, ha affermato il presidente della CET-N.