Berna e Berlino ai ferri corti per l’inquinamento fonico dell’aeroporto di Zurigo
L'incontro di lunedì a Berlino, tra il consigliere federale Moritz Leuenberger e il ministro dei trasporti tedesco, Kurt Bodewig, rappresenta l'ultima opportunità di raggiungere una soluzione per risolvere il contenzioso tra i due paesi, provocato dal rumore dagli aerei in partenza o in arrivo all'aeroporto di Zurigo.
Lo ha affermato giovedì in una conferenza stampa a Berna André Auer, direttore dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), sottolineando che anche se da parte tedesca si gioca duro, per la Svizzera è chiaro che il ruolo di Kloten, quale importante crocevia continentale, non può essere messo in pericolo. In maggio l’aeroporto di Zurigo otterrà la nuova concessione della Confederazione.
La decisione tedesca, di disdire con effetto al 31 maggio 2001 l’accordo amministrativo che regola il sorvolo del territorio tedesco ai velivoli in avvicinamento, non cambia «assolutamente nulla» alla situazione, ha detto Auer. Dal 1° giugno, l’aeroporto continuerà a funzionare in base al suo regolamento «come se fosse ancora in vigore l’accordo del 1984».
Se l’incontro di lunedì tra i due ministri dei trasporti finirà con un nulla di fatto, i tedeschi metteranno in vigore una loro ordinanza in materia, che è già pronta. Un «diktat» che la Svizzera tenterebbe di combattere con ogni mezzo giuridico, ha affermato il direttore dell’UFAC.
Due le vie per farlo: dimostrare l’arbitrarietà della decisione davanti alla giustizia tedesca o risolvere la questione con un procedimento arbitrale in seno all’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO). Si tratterebbe comunque di nuova escalation, ha detto Auer.
Tutti i segnali giunti finora fanno però pensare che i tedeschi hanno intenzione di giocare molto duro. «Ci difenderemo con ogni mezzo», ha assicurato l’alto funzionario.
swissinfo e agenzie
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