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Black out di informazioni sulla missione di Scelsi a Berna

Per il momento dal Ministero pubblico della Confederazione non filtrano notizie sulla missione del procuratore di Bari Scelsi, a Berna nell'ambito dell'indagine sul boss del contrabbando di sigarette Cuomo, in carcere in Ticino dal maggio scorso Keystone

L'assenza d'informazioni da parte del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha caratterizzato anche la seconda delle tre giornate di visita di lavoro a Berna del procuratore di Bari Giuseppe Scelsi. Un incontro del magistrato italiano con la stampa, convocato per martedì mattina, è stato rinviato. Forse verrà persino annullato e sostituito da un comunicato.

Finora è solo dato sapere che Selsi è in Svizzera per «diverse questioni concernenti l’assistenza giudiziaria nel caso Cuomo». I giornalisti non sono comunque gli unici a non ricevere informazioni. Anche le autorità giudiziarie ticinesi non sono messe al corrente di quanto viene discusso nella capitale federale e nemmeno se sono previsti interrogatori in Ticino.

Non si tratta però di un’anomalia: la faccenda è gestita da Berna, poiché la Confederazione ha la competenza di eseguire direttamente una rogatoria estera, ha spiegato il procuratore generale del Canton Ticino Luca Marcellini. Anche se il procuratore di Bari dovesse venire in Ticino per sentire Gerardo Cuomo o Franco Della Torre, la procura federale non sarebbe obbligata a contattare le autorità cantonali.

La probabilità che Scelsi interroghi Cuomo appare comunque remota, dato che il legale di quest’ultimo non è stato informato in tal senso. L’avvocato Mauro Mini ha appreso della visita del magistrato italiano tramite i rappresentanti del suo studio legale, che hanno assistito all’udienza preliminare a Bari sull’inchiesta relativa al contrabbando internazionale di sigarette. In tale occasione Scelsi li aveva informati che sarebbe venuto in Svizzera per le indagini.

L’avvocato sostiene che «Gerardo Cuomo chiede da tempo di essere ascoltato dal procuratore di Bari Giuseppe Scelsi e il magistrato italiano domanda di poter sentire Cuomo, ma le autorità federali lo impediscono». «Perché?», s’interroga il legale. La domanda è stata girata al portavoce dell’MPC Hansjürg Mark Wiedmer, il quale ha replicato che la procura federale non ha ancora ricevuto gli atti con la richiesta ufficiale del magistrato italiano.

Quanto alla notizia pubblicata martedì dal quotidiano «Corriere del Ticino» sul congelamento di conti di Cuomo per «qualche decina di milioni» in una banca del canton Lucerna, l’avvocato Mini ha detto di averla «appresa con stupore» dal giornale. Il legale di Cuomo non è al corrente di nulla in proposito: verificherà ora la fondatezza dell’informazione.

Anche il procuratore generale del canton Ticino ha affermato di aver letto la notizia, ma di non sapere nulla in proposito. Marcellini ha detto di aver fatto porre sotto sequestro dei fondi appartenenti a Cuomo, ma non si tratta di quelli menzionati dal quotidiano luganese. Il magistrato ha aggiunto di aver avviato una procedura a fini di confisca e di garanzia della stessa, quale misura provvisionale. Egli non intende invece aprire un procedimento per i reati di cui Cuomo è accusato in Italia, poiché «non avrebbe alcun senso creare dei doppioni».

swissinfo e agenzie

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