Concluso il primo processo contro Adventure World
In seguito all'incidente di bunjee-jumping del maggio scorso, costato la vita ad un giovane americano, due collaboratori di Adventure World sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio colposo e condannati a 5 mesi di detenzione con la condizionale.
Al Tribunale distrettuale di Interlaken-Oberhasli, si è tenuto giovedì il processo contro due collaboratori della società Adventure World in relazione al drammatico incidente di bunjee-jumping del 13 maggio scorso, quando un americano di 21 anni si schiantò al suolo dopo essersi lanciato da una cabina della funivia Stechelberg-Mürren, nell’Oberland bernese.
I due collaboratori della società, che al momento dell’incidente si trovavano sulla teleferica in qualità di Jumpmaster e di assistente, sono stati ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Ai due è stata inflitta una pena di 5 mesi di detenzione con la condizionale, nonché il pagamento delle spese processuali e di una multa di 1000 franchi.
Stando alle ricostruzioni effettuate dal giudice istruttore, il salto è stato effettuato a 100 m d’altezza con un elastico destinato però a lanci da una quota di 180 m. La causa dell’incidente sembra essere quindi la confusione, da parte di uno dei collaboratori della società di sport estremi, del colore degli elastici: quello previsto per il salto da 100 metri era verde, mentre quello per il salto da 180 m era rosso.
Nella primavera prossima otto altri collaboratori della stessa Adventure World saranno anch’essi chiamati a rispondere all’accusa di omicidio colposo nell’ambito di un’altra tragedia, quella del 27 luglio 1999. Quel giorno 21 persone, in maggioranza australiane, persero la vita nelle gole dello Saxetbach nel corso di un’escursione di Canyoning. L’incidente ebbe un eco a livello mondiale. Le guide decisero di portare i turisti nelle gole nonostante, più a monte, si stesse sviluppando un forte temporale. Il muro d’acqua che si riversò sui gruppi di torrentisti intrappolati nelle gole causò il disastro.
Alcuni giorni dopo l’incidente del bunjee-jumping, Adventure World cessò ogni attività. In seguito una procedura di fallimento avviata dall’ufficio regionale per esecuzioni e fallimenti dell’Oberland bernese decretò la fine della società che, soltanto alcuni mesi prima, contava 60 impiegati.
Marzio Pescia
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