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Critiche e consensi sul piano internazionale per la politica svizzera in materia di droghe

La depenalizzazione delle droghe leggere come il cannabis si fa strada in Svizzera Keystone

L'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS) si è dichiarato preoccupato per un'eventuale liberalizzazione della produzione e del commercio di cannabis in Svizzera. Berna ribatte alle dichiarazioni: è solo un malinteso. Intanto il Consiglio d'Europa ha salutato la politica elvetica sulle droghe: è un esempio da seguire per ridurre i danni causati dagli stupefacenti.

Nel suo rapporto annuale presentato martedì a Vienna, l’OICS ritiene che la coltura e la vendita della canapa sono diventate in Svizzera un settore di attività non indifferente. Il progetto di una liberalizzazione ancora più spinta proposto dal Consiglio federale – in particolare la depenalizzazione generalizzata del consumo e del commercio della canapa – sarebbe non solo contraria alle disposizioni della Convenzione del 1961, ma aggraverebbe anche il problema invece di risolverlo.

La legge federale sugli stupefacenti è attualmente in revisione. Il governo deve pubblicare entro questa primavera un progetto di legge, che dovrà essere sottoposto alle due camere federali, prima di un eventuale referendum popolare. Secondo un sondaggio svolto nel 1999, gli Svizzeri sarebbero favorevoli a una liberalizzazione completa del consumo di canapa per uso personale. Attualmente, il consumo e la coltura sono autorizzati solo se il tasso di THC, la sostanza attiva, non è superiore allo 0,3 percento.

L’OICS ha sottolineato «le conseguenze che la politica svizzera in questo ambito potrebbe avere a lungo termine, nonché il pericolo che potrebbero rappresentare un importante traffico di prodotti a base di canapa in provenienza dalla Svizzera e il turismo della droga».

L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non nega questi problemi. La nuova legislazione deve tuttavia riuscire a rimediare a questa situazione, ha sottolineato Ueli Locher, vice-direttore dell’UFSP. Non ha però potuto fornire maggiori ragguagli in merito, prima della pubblicazione del messaggio del Consiglio federale alle Camere.

Contrariamente a quanto afferma l’OICS, la Confederazione non ha mai pensato di legalizzare la produzione della canapa, ha aggiunto Locher: si tratta solo di un malinteso.

Per quanto riguarda i programmi di distribuzione di eroina sotto controllo medico, l’OICS invita i paesi che vogliono emulare la Svizzera a «valutare con cura» le ripercussioni di una tale politica sull’abuso e il traffico di droga.

Secondo l’OICS questi programmi sono solo uno dei pilastri di una «strategia globale», in corso da dieci anni e sostenuta da grandi mezzi finanziari. Si dovrebbe evitare di privilegiare la somministrazione controllata di eroina a scapito degli altri pilastri: la prevenzione, la cura e la repressione, ha sottolineato l’OICS.

Il Consiglio d’Europa ha invece salutato – in un rapporto adottato martedì dalla commissione degli affari sociali – la politica elvetica in materia di droghe perché ha permesso di ridurre considerevolmente il numero di decessi legati agli stupefacenti, in particolare grazie alla sostituzione delle siringhe, ai locali di iniezione, alla prescrizione medica di eroina e ai programmi di alloggio e di lavoro per i tossicodipendenti.

Questo progetto di raccomandazione verrà esaminato dalla commissione permanente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa durante la sessione che si terrà dal 21 al 23 maggio a Istanbul.

swissinfo e agenzie

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