Forum di Davos: misure di sicurezza senza precedenti
Le forze dell'ordine hanno moltiplicato i controlli e i posti di blocco in tutta la regione e alle frontiere del paese, per impedire l'accesso alla stazione sciistica agli attivisti anti-mondializzazione. Due centinaia di dimostranti, che erano penetrati a Davos, sono stati bloccati sulla strada principale, mentre alla dogana di Chiasso una quarantina di giovani sono stati respinti con gli idranti.
I collegamenti ferroviari a destinazione di Davos sono stati interrotti. I passeggeri sono controllati e solo chi sembra innocuo è lasciato passare e può proseguire il viaggio in pullman. Sarà difficile arrivare a destinazione anche per i torpedoni noleggiati dai manifestanti, partiti alla volta di Davos, soprattutto da Ginevra e da Zurigo.
A Davos, la polizia ha posto barriere un po’ ovunque, alcuni negozi sono rimasti chiusi e Mc Donald – bersaglio privilegiato dei manifestanti – ha tolto le insegne per meglio mimetizzarsi.
Frattanto due centinaia di manifestanti, in gran parte giovani, sono riusciti a penetrare a Davos, e sono stati bloccati sulla strada principale dalla polizia, che ha intimato loro di sciogliere la manifestazione.
Sabato mattina la polizia svizzera ha fatto uso di idranti per tenere lontani dalla dogana i quaranta giovani dei centri sociali italiani, che bloccavano il valico di Ponte Chiasso, dopo che le autorità elvetiche avevano negato loro il permesso al di entrare nella Confederazione, certi che volessero recarsi a Davos.
Nella tarda mattinata, i 40 hanno annunciato che lo scopo della loro manifestazione era stato raggiunto, e hanno cominciato a ritirarsi tornando in territorio italiano.
swissinfo e agenzie
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